Il papa, la guerra e la difesa come atto di amore.

Il papa, la guerra e la difesa come atto di amore. La riflessione di D’Ambrosio

 

Articolol di @formiche.net

di Rocco D'Ambrosio | 20/09/2022

 

 

Dimentichiamo spesso le lezioni della storia. Il nostro discernimento su aggressori e aggrediti è, alcune volte, frettoloso e standardizzato in categorie logore. E così dimentichiamo che c’è un obbligo di giustizia e amore nel proteggere gli oppressi e indifesi anche con le armi, nel caso in cui tutti gli altri mezzi si siano rivelati inefficaci

 

“Secondo Lei in questo momento bisogna dare le armi all’Ucraina?”. È forse la domanda di diversi di noi; è la domanda che incrocia la campagna elettorale, alcune volte in maniera seria, altre no. Nel nostro caso è la domanda fatta dal giornalista tedesco Rudiger Kronthaler (Ard) a papa Francesco. Egli ha risposto offrendo una piccola ma completa sintesi sulla direttrice concettuale guerra-difesa armata-armi-dialogo-impegno per la pace. È bene riportarla integralmente.

“Questa è una decisione politica, che può essere morale, moralmente accettata, se si fa secondo le condizioni di moralità, che sono tante e poi possiamo parlarne. Ma può essere immorale se si fa con l’intenzione di provocare più guerra o di vendere le armi o di scartare quelle armi che a me non servono più… La motivazione è quella che in gran parte qualifica la moralità di questo atto. Difendersi è non solo lecito, ma anche una espressione di amore alla Patria. Chi non si difende, chi non difende qualcosa, non la ama, invece chi difende, ama. Bisogna anche [considerare] un’altra cosa che ho detto in uno dei miei discorsi: che si dovrebbe riflettere ancora di più sul concetto di guerra giusta. Perché tutti parlano di pace oggi; da tanti anni, da settant’anni le Nazioni Unite parlano di pace, fanno tanti discorsi di pace. Ma in questo momento, quante guerre sono in corso? (…). Poi c’è l’industria delle armi. Questo è un commercio assassino. Qualcuno mi diceva – che capisce le statistiche – che se si smettesse per un anno di fare le armi si risolverebbe tutta la fame nel mondo… Non so se è vero o no. Ma fame, educazione… niente, non si può perché si devono fare le armi. La guerra in sé stessa è un errore, è un errore! E noi in questo momento stiamo respirando quest’aria: se non c’è guerra sembra che non c’è vita. In modo un po’ disordinato, ma ho detto tutto quello che vorrei dire su questo tema della guerra giusta. Ma il diritto alla difesa sì, quello va bene, però bisogna usarlo quando è necessario” (Conf. Stampa del 15.9.22).

 

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