Lunedì 7 dicembre

Verbo della settimana: RICOMINCIARE

Lunedì 7 DICEMBRE

Is 35, 4-7

Dite agli smarriti di cuore:
«Coraggio, non temete!
Ecco il vostro Dio,
giunge la vendetta,
la ricompensa divina.
Egli viene a salvarvi».
Allora si apriranno gli occhi dei ciechi
e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.
Allora lo zoppo salterà come un cervo,
griderà di gioia la lingua del muto,
perché scaturiranno acque nel deserto,
scorreranno torrenti nella steppa.
La terra bruciata diventerà una palude,
il suolo riarso sorgenti d'acqua.
I luoghi dove si sdraiavano gli sciacalli
diventeranno canneti e giuncaie.

 

 

Mt 5, 18-20

Ed ecco, alcuni uomini, portando su un letto un uomo che era paralizzato, cercavano di farlo entrare e di metterlo davanti a lui. Non trovando da quale parte farlo entrare a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole, lo calarono con il lettuccio davanti a Gesù nel mezzo della stanza.
Vedendo la loro fede, disse: «Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati».

 

 

 

 

COMMENTO DI DON GIOVANNI NICOLINI

 

Gesù vuole la salvezza di tutti, e allora tutti devono avere la possibilità di trovarsi davanti a lui. Pensate anche alla bellezza del nostro amore fraterno, pensate al valore di quei quattro amici, che hanno portato il loro amico, e hanno fatto anche una bella fatica per portarlo lì davanti. Pensate anche al cooperare di quei quattro, necessario per portare il loro amico lì. E pensate anche al malato: lui non ci sarebbe mai arrivato davanti al Signore, se non fosse stato aiutato. Ma anche noi non saremmo qui oggi, se non avessimo avuto tante persone che ci portavano verso di lui. Tutta la nostra vita è un meraviglioso miracolo. Vi consiglio quindi oggi di riflettere sull’esistenza che il Signore ha donato a ciascuno di noi, per scorgere con meraviglia il miracolo di ogni vita. Che i miracoli non sono solo quelli straordinari: il miracolo più grande è quello della carità.

BABETTE - Cibo per lo Spirito

Ritrovare la Fonte, o scoprirla per la prima volta, è decisivo: non è possibile risollevarsi oltre tutto ciò che ci dispera con le sole proprie forze. La rinascita è personale, richiede tutta la nostra forza, ma non è un’impresa solitaria. È letteralmente e oggettivamente vero che essa è possibile se ci sostiene un amore più grande. Nella fede si riconosce questo amore in Dio, ma anche in altre visioni della vita è possibile riferirsi a un amore che ci precede: quello delle generazioni passate e di chi ci ha chiamato al mondo, quello che trovo nella natura e nella vita, quello simboleggiato da un ideale di bene e di pace condiviso con altri. La vera colpa dell’essere umano è la resa alla tentazione della disperazione, è nel voltare le spalle all’amore avendone scandalo.

 

Roberto Mancini

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