Mercoledì 20 maggio, alle ore 15.30, nella sede regionale delle ACLI Lombardia in via Bernardino Luini 5 a Milano, saranno presentati i risultati dell’indagine sulle donne inattive, realizzata negli ultimi mesi.
Si parlerà di un tema che molte e molti di noi conoscono bene, anche attraverso l’esperienza quotidiana nei territori: le difficoltà che tante donne incontrano nell’entrare, rientrare o restare nel mondo del lavoro.
Un tema particolarmente importante, anche per una provincia come quella di Bergamo, dove il lavoro non manca, ma dove molte donne restano ancora fuori dal mercato occupazionale. Nel 2025, infatti, il tasso di inattività femminile tra i 15 e i 64 anni è pari al 40,2%: significa che oltre quattro donne su dieci non lavorano e non cercano attivamente un impiego. Tra le donne più adulte, dai 55 ai 64 anni, il dato arriva al 50,5%, cioè quasi una su due.
L’indagine mette in luce un aspetto decisivo: spesso l’inattività femminile non dipende da una scelta libera, ma da ostacoli concreti. Pesano soprattutto la fatica di conciliare lavoro e famiglia, la mancanza o insufficienza di servizi per l’infanzia, per le persone anziane e per i familiari non autosufficienti, e una distribuzione del lavoro di cura che continua a ricadere in gran parte sulle donne.
La presentazione sarà quindi un’occasione per riflettere insieme su condizioni che limitano l’autonomia femminile e la partecipazione al lavoro, ma anche per ragionare sulle risposte possibili: servizi più accessibili, reti territoriali più forti, politiche sociali più attente e una maggiore condivisione delle responsabilità di cura dentro le famiglie e nelle comunità.
Per le ACLI, questo tema riguarda da vicino la giustizia sociale, la dignità del lavoro e la qualità della vita delle persone. Per questo l’incontro vuole essere non solo un momento di restituzione dei dati, ma anche uno spazio di confronto e di impegno comune.




