Per uno strano scherzo del destino, durante la conferenza stampa di presentazione della nuova edizione di Molte Fedi sotto lo stesso cielo - martedì 1 settembre 2026 presso la Sala Boninelli della Biblioteca Tiraboschi di Bergamo - la stampa rilanciava la notizia della scomparsa di Enzo Bianchi.
Nel corso degli anni, Enzo è stato a Bergamo diverse volte intervenendo in più edizioni della rassegna. I suoi incontri sono sempre stati molto partecipati ed è stato uno dei relatori più amati di questa iniziativa. Inoltre, il suo libro “L’altro siamo noi” (Einaudi, 2010) è stato scelto per la prima edizione dei “Circoli di r-esistenza”, i gruppi di lettura di Molte Fedi, che hanno preso il via nel 2013.
È stata dunque un'occasione per ricordare il fondatore della Comunità di Bose.
Così Roberto Cesa: “Apprendiamo la notizia della morte di Enzo Bianchi con profondo dolore. È sempre stato un amico delle Acli e di Molte fedi sotto lo stesso cielo, ma più in generale di moltissimi cristiani, che sapevano che all’interno della sua comunità potevano trovare una casa. Con la sua spiritualità ha accompagnato il percorso di tante persone e ha avuto una storia luminosa. Negli ultimi anni si è discusso parecchio delle fatiche legate al suo passaggio di testimone, ma il ricordo si sofferma sull’impegno instancabile che ha sempre contraddistinto il suo operato. Nei mesi scorsi le sue condizioni di salute ne hanno limitato l’attività pubblica, ma non si è mai risparmiato proseguendo nell’attività divulgativa”.
Enzo Bianchi ha rappresentato un grande esempio e un riferimento in modo particolare per l’ecumenismo. La straordinaria esperienza della Comunità di Bose, nata nel pieno fermento del Concilio Vaticano II, è stata illuminante. Animata da tantissimi monaci e monache, va guardata come una storia di pace e dialogo interreligioso in grado di ispirare uomini e donne di ogni tempo.




