Al via la prima edizione della rassegna dedicata alle nuove generazioni
La tecnologia trasforma sempre più velocemente la vita di tutti i giorni ed è facile sentirsi smarriti.
Per chi ha non molta familiarità con il mondo digitale, scaricare un’applicazione, accedere al Fascicolo Sanitario tramite SPID o comprendere se un SMS è un tentativo di carpire informazioni personali e riservate, non sono operazioni semplici.
Per questo, nel corso del mese di ottobre, i volontari e gli operatori degli sportelli informatici delle ACLI hanno tenuto un ciclo di seminari di formazione digitale per i soci pensionati ed esodati del sindacato FABI Bergamo.
Il percorso è stato progettato da ACLI e FABI con lo scopo di fornire agli iscritti le opportune facilitazioni per gestire la vita “digitale”: uso dello smartphone, navigazione su internet, gestione dello SPID e CIE, accesso al Fascicolo Sanitario e all’app IO, e, ultimo non per importanza, prevenzione alle frodi informatiche.
Il supporto tecnico-informatico delle ACLI ha contribuito con la propria esperienza maturata presso gli sportelli informatici:. “I volontari e gli operatori delle ACLI hanno potuto mettere a disposizione l’esperienza maturata presso gli sportelli informaticigli incontri si sono svolti in un clima di costante interesse, coinvolgendo i presenti con esempi di vita quotidiana, domande di carattere tecnico e con esercizi svolti da ciascuno sul proprio smartphone” spiega Davide Finazzi, coordinatore degli sportelli informatici delle ACLI provinciali.
Questi eventi sono stati erogati gratuitamente grazie al bando “Rete dei servizi di Facilitazione Digitale” promosso da Regione Lombardia.
Per questo, nel corso del mese di ottobre, i volontari e gli operatori degli sportelli informatici delle ACLI hanno tenuto un ciclo di seminari di formazione digitale per i soci pensionati ed esodati del sindacato FABI Bergamo.
Il percorso è stato progettato da ACLI e FABI con lo scopo di fornire agli iscritti le opportune facilitazioni per gestire la vita “digitale”: uso dello smartphone, navigazione su internet, gestione dello SPID e CIE, accesso al Fascicolo Sanitario e all’app IO, e, ultimo non per importanza, prevenzione alle frodi informatiche.
Il supporto tecnico-informatico delle ACLI ha contribuito con la propria esperienza maturata presso gli sportelli informatici:. “I volontari e gli operatori delle ACLI hanno potuto mettere a disposizione l’esperienza maturata presso gli sportelli informaticigli incontri si sono svolti in un clima di costante interesse, coinvolgendo i presenti con esempi di vita quotidiana, domande di carattere tecnico e con esercizi svolti da ciascuno sul proprio smartphone” spiega Davide Finazzi, coordinatore degli sportelli informatici delle ACLI provinciali.
Questi eventi sono stati erogati gratuitamente grazie al bando “Rete dei servizi di Facilitazione Digitale” promosso da Regione Lombardia.
Adriana, volontaria presso lo Sportello Informatico di Alzano Lombardo, racconta:
“L’esperienza è stata per me davvero positiva, soprattutto vedendo l’interesse dei vari partecipanti, peraltro persone che avevano lavorato nelle varie filiali delle banche e quindi già avvezzi all’utilizzo dei mezzi informatici. Il cellulare, l’utilizzo della identità digitale (con SPID e/o CIE), le APP, l’accesso alle diverse aree riservate della Pubblica Amministrazione, ecc. non sono così immediati per tutti gli utenti. Importante quindi aiutare il più possibile questi utenti e il Corso è stato, a parer mio, davvero interessante e proficuo per tutti i partecipanti.
Anche per noi volontari è stato utile avvicinarsi alle difficoltà che incontrano gli utenti, affiancandoli uno ad uno, e, oltre ad aver imparato anche noi nuovi passaggi, ha rafforzato in noi la consapevolezza di aiutare tutti con garbo e gentilezza.”
Anche per noi volontari è stato utile avvicinarsi alle difficoltà che incontrano gli utenti, affiancandoli uno ad uno, e, oltre ad aver imparato anche noi nuovi passaggi, ha rafforzato in noi la consapevolezza di aiutare tutti con garbo e gentilezza.”
Angelo, volontario presso lo Sportello Informatico di Bergamo, racconta:
“È stato un piacere confrontarmi con i partecipanti del corso poiché credo che nell’insegnare si impari più di quanto si trasmetta. “Docendo discitur” è il motto di una accademia che ho frequentato tanti anni fa. C’è una certa soddisfazione nell’aiutare ad utilizzare i dispositivi digitali poiché oggi una certa parte di libertà e di partecipazione alla vita sociale passa anche attraverso l’uso consapevole del cellulare, del tablet e del computer. Chi ha frequentato il corso ha condiviso, in modo gentile e amichevole, i propri dubbi o difficoltà, superando i timori nei confronti delle nuove tecnologie”. Gli fa eco Vincenzo, volontario presso lo Sportello di Bergamo: “L’aula ha risposto molto bene a questa iniziativa. Sono emerse numerose domande sulla sicurezza e sulle possibili situazioni che possono distogliere l’attenzione, rendendo più facile il rischio di cadere in un raggiro pericoloso. È stata un’occasione preziosa per condividere esperienze concrete e per far emergere quanto la formazione, se vissuta con interesse e spirito critico, possa davvero aumentare la consapevolezza digitale di ciascuno.”
Giuseppe Algeri, Segretario Provinciale della FABI di Bergamo, promotore e organizzatore del progetto:
“Questa iniziativa rappresenta un esempio concreto dell’impegno della FABI di Bergamo nel voler essere sempre più vicina ai propri iscritti. Non ci limitiamo alla sola tutela sindacale, ma vogliamo offrire strumenti utili e momenti di crescita personale. La formazione digitale è oggi una necessità reale, e poter accompagnare i nostri colleghi in questo percorso significa aiutarli a vivere con maggiore serenità la quotidianità. L’entusiasmo e l’apprezzamento espressi dai partecipanti ci confermano di essere sulla strada giusta e ci stimolano a organizzare altre iniziative di questo tipo, sempre più mirate ai bisogni concreti dei nostri iscritti.”
Il successo del corso conferma la validità della collaborazione tra FABI e ACLI e rappresenta un passo importante verso una maggiore inclusione digitale, oltre che un momento di incontro e di relazione tra generazioni e colleghi.