Sportelli Acli Rete Lavoro

Gli sportelli Acli Rete Lavoro operano sul territorio provinciale e costituiscono un ente di politica attiva per il lavoro. La loro finalità è di fornire un supporto sotto il profilo umano, informativo e di accompagnamento nella ricerca occupazionale.

L'accesso agli sportelli è libero e gratuito, ed è possibile contattare i volontari tramite mail, telefono o recandosi direttamente presso le sedi negli orari di apertura.

Contattaci al numero 3755567816 nei seguenti orari:

  • mar 9.30 - 12.45
  • gio 14.30 - 17.00


Gli sportelli Acli Rete Lavoro oggi presenti sul territorio bergamasco:
Bergamo, Bariano, Caravaggio, Ciserano, MozzoNembro e Sarnico


2021 al lavoro: nessuno resti in fuorigioco!

2021 al lavoro

 

 

La campagna che le Acli di Bergamo lanciano con l'obiettivo di finanziare interventi di borsa lavoro, a sostegno di chi sta ai margini del mercato lavorativo. L’esperienza maturata all’interno degli Sportelli Acli Rete Lavoro interroga continuamente l’Associazione, ponendola in uno stato di forte preoccupazione in vista di questo tempo incerto, in cui non sono ancora chiari né gli effetti del termine al blocco dei licenziamenti, né se la ripresa post-Covid passerà anche da una ripresa delle assunzioni.

 

Cosa sono le borse lavoro?

 

Inserimenti - tramite tirocinio attivato da Fondazione Enaip Lombardia - volti a sostenere economicamente e formare persone in difficoltà a livello occupazionale. Le borse lavoro hanno una durata che varia dai 3 ai 6 mesi e vengono erogate presso aziende e cooperative del territorio, con l’obiettivo di incrementare l’occupabilità dei soggetti inseriti. Oltre ad un sostegno economico, i destinatari sono formati e accompagnati dai nostri operatori in attività di tutoraggio e monitoraggio degli obiettivi prefissati.

 

A chi sono rivolte?

 

Si rivolgono a persone ai margini del mercato del lavoro. Le segnalazioni arrivano dagli sportelli Acli Rete Lavoro, operativi sul territorio provinciale. In alternativa dai circoli Acli e dagli enti ospitanti o finanziatori del progetto. Non vi sono discriminazioni di età, genere o di nazionalità.

 

IL BILANCIO DI "2021 AL LAVORO"

 

 

Si era aperta lo scorso dicembre con Mattia Caldara come testimonial “2021 al lavoro”, la campagna delle Acli di Bergamo a sostegno delle persone ai margini del mercato lavorativo. Al termine dell'anno solare ci è sembrato giusto stilare un bilancio.

«Quando ci siamo seduti a progettare questa iniziativa ci siamo chiesti: perché promuovere una campagna sul lavoro a Bergamo dove il tasso di disoccupazione è inferiore a quello nazionale? – dichiara Daniele Rocchetti, presidente delle Acli di Bergamo -. Servono organizzazioni capaci non solo di stare ma di decifrare il territorio. Servono antenne e serve profondità. I maxi poli logistici che prolificano nella Bassa bergamasca ci raccontano, con brutalità, come sta cambiando il lavoro: un cambiamento profondo che va guardato e studiato in modo approfondito. Il cattolicesimo sociale – l’alveo dal quale siamo nati – ha sempre saldato insieme pensiero e azione, riflessione e progetto. Soprattutto sul tema del lavoro. Perché se è vero, come recita l’articolo 1 della nostra Costituzione, che “l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”, oggi più che mai è legittimo dire che è il “lavoro che fonda l’Italia”. Senza un’occupazione non c’è reddito. Ma svapora anche la dignità della persona. E si lacera il tessuto sociale. E di questo ci siamo voluti prendere carico».

Un anno all’insegna del lavoro e del sostegno di soggetti più fragili.

«Ora è tempo di bilanci – dichiara Roberto Cesa, coordinatore di Acli Rete Lavoro – e di rilancio, oserei dire. Parto da alcuni dati dell’Istat sull’occupazione in Italia relativi al mese di ottobre.

 

Mostrano che rispetto a settembre sono cresciuti sia gli occupati sia i disoccupati (cioè le persone che cercano lavoro ma non lo trovano) mentre fortunatamente sono diminuiti gli inattivi (ovvero le persone che non sono occupate e nemmeno in cerca di occupazione). Ma i dati sono stati molto commentati soprattutto perché la crescita dell’occupazione ha riguardato quasi esclusivamente maschi di origine italiana. E' evidente la spaccatura del mercato del lavoro che confina nella metà povera stranieri, donne e precari del terzo settore low-cost (classico esempio contemporaneo quello dei rider). Un' evidenza che, seppur sempre con prudenza, abbiamo riscontrato anche negli otto sportelli lavoro attivi (Bergamo, Ciserano, Mozzo, Nembro, Sarnico, Caravaggio, Bariano e Boltiere). A livello di occupazione tuttavia l’Istat constata ancora una differenza di 200 mila occupati rispetto ai livelli pre-covid del 2020. Questa è dunque la fotografia nazionale.

 

La nostra campagna ci ha permesso di raccogliere ad oggi più di 80 mila euro. Da fonti diverse: da accordi con i Comuni, dai nostri circoli, da varie fondazioni. Abbiamo avviato 24 borse lavoro ed alcune partiranno nei prossimi mesi. Dei 13 soggetti che hanno concluso il loro percorso 7 sono persone occupate, 2 sono in prossimità di assunzione, 2 sono stati reinseriti in altri percorsi formativi, una persona invece è stata segnalata ai servizi sociali. Le restanti 11 persone sono ancora impegnate nei tirocini extracurricolari finanziati dalle loro borse lavoro.

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(€) DONAZIONI RACCOLTE

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PARTNER COINVOLTI

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BORSE LAVORO ATTIVATE

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(€) FINANZIAMENTI GIÀ EROGATI

La prospettiva futura è quello di un rilancio in questa direzione: creare una rete di soggetti che accompagnino sempre di più gli utenti nel loro percorso. Perché sia impattante nel processo di occupabilità. Questo sarà possibile anche grazie a tre nuove aperture. Inaugureremo tre nuovi sportelli nell’Isola Bergamasca, a Villa d’Almé e ad Almenno S. Salvatore».

 

«È interessante osservare la geografia degli utenti – dichiara Giorgia Galizzi, responsabile dei volontari degli sportelli -. C’è una leggera prevalenza di utenti stranieri e di donne. Rispetto al 2020 abbiamo avuto una maggiore affluenza di persone (un centinaio in più). In generale è possibile notare che la maggioranza degli utenti degli sportelli ha trovato lavoro, anche se per un lasso di tempo ristretto. Per alcuni settori (metalmeccanica, edilizia e settore produttivo -   industria) in particolare c’è una domanda di lavoro specializzato ben superiore all'offerta, come succede anche per il settore Colf - badanti e ASA – OSS. Per altri tipi di lavori a bassa specializzazione (magazzino, operaio generico etc.) invece c’è un'offerta superiore alla domanda. L'offerta di lavoro manca però di requisiti formativi o di esperienza nella mansione.

In ottica futura l’idea è quella di attivare dei percorsi di formazione ai volontari che impiegano il loro tempo presso gli sportelli. Perché per essere prossimi occorre sempre mettersi in gioco e lasciarsi guidare. La priorità delle Acli di Bergamo è infatti quella di mettere al centro la persona».


Qui è disponibile l'intervista di Roberto Cesa a Bergamo TV.

LO SPORTELLO DI BERGAMO

 

Grazie ad alcuni dati è possibile ricostruire l'accesso e la geografia degli utenti dello sportello.

Puoi contribuire anche tu con una donazione al seguente IBAN:

 

Intestatario: ACLI Sede Provinciale di Bergamo

IT12 H 05034 11121 000000043535