Sei parole per il 2021

di Don Ciotti | 10 gennaio 2021

 

 

 

Lavialibera

 

 

 

Vorrei proporre sei parole per un lessico del 2021. Parole necessarie a orientarci in un tempo nuovo che richiede uno sguardo profondo e lungimirante, proteso all’Altro e all’Oltre.

 

Rigenerazione

 

La prima parola è rigenerazione. Non basta più parlare di cambiamenti: fino ad ora il più delle volte sono stati semplici adattamenti o, peggio, mutazioni esteriori. La sostanza è rimasta la stessa. Oggi questi cambiamenti superficiali, cosmetici, non ce li possiamo permettere. Urge una rigenerazione, che comporta un notevole grado d’azzardo. Non ci si rigenera nella continuità, ma solo andando incontro all’ignoto con coraggio.

 

Ingiustizia

 

Alla base della disuguaglianza c’è l’ingiustizia: un sopruso del forte verso il debole

Disuguaglianza è un concetto che indica una differenza astratta, matematica, mentre nella parola ingiustizia risuona la ferita, la carne, la vita. Ingiustizia richiama il sopruso del forte verso il debole ed è questo il secondo termine che dovremmo adottare. Occorre riconoscere che alla base di ogni disuguaglianza c’è sempre un’ingiustizia, un’inaccettabile differenza non solo quantitativa ma qualitativa. La logica del profitto distingue tra vite di serie a e di serie b, solo che le ingiustizie sono cresciute a livello tale che le seconde non sono più solo vite retrocesse, ma espulse, scartate, dimenticate. In molti casi oppresse o soppresse.

 

Ecologia integrale

 

La terza parola è ecologia integrale. L’aggettivo integrale sottolinea come il ripensamento radicale del nostro rapporto con la natura debba essere esteso a tutti gli ambiti della vita, a cominciare da quello sociale e relazionale. La crisi che stiamo vivendo non è solo una crisi sanitaria ed economica, è prima di tutto una crisi sociale e culturale. Non se ne esce senza una profonda trasformazione etica, un cambiamento del nostro rapporto col mondo, con gli altri, con noi stessi. Perciò questa deve essere non una transizione – cioè un semplice passaggio – ma una conversione ecologica. Conversione laica, alla portata di tutti: si tratta di rivolgere il cuore e la coscienza a un ambiente che stiamo ciecamente sfruttando e saccheggiando. Ciecamente perché ne siamo parte. Lo sfruttamento, il saccheggio e la devastazione sono non solo distruttivi ma autodistruttivi.

Da Cosa nostra siciliana al traffico e consumo di stupefacenti, dai flussi migratori fino al rapporto tra uomo e Natura, qui trovi tutti i numeri del primo anno de lavialibera

 

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