Come una buona leadership può favorire la cooperazione

L’esempio del capo: come una buona leadership può favorire la cooperazione.

 

L’esempio del leader influisce grandemente, nel bene e nel male, sulla capacità di cooperare di comunità, organizzazioni e Stati.

 

Articolo de Il Sole 24 ore 

di Vittorio Pelligra |14/06/2022

 

 

 

Il caso della produzione volontaria di un bene pubblico è diventato in questi ultimi anni, per gli studiosi di scienze comportamentali, il paradigma di ricerca classico per investigare i problemi della cooperazione tra gruppi di individui. Un bene pubblico è, infatti, qualcosa di cui tutti vorremmo godere, ma che nessuno vorrebbe produrre.

 

La conseguenza è che la disponibilità ad investire risorse nella sua produzione volontaria si ridurrà nel tempo, visto che nessuno vuole essere sistematicamente sfruttato dai free-riders, da quei “furbi”, cioè, che ne godono senza aver contribuito alla sua produzione. E il numero di produttori si ridurrà fino a quando nessuno farà più la sua parte e il bene non verrà più prodotto a svantaggio di tutti, free-riders compresi.

 

 

Public good game

Questa dinamica è ciò che comunemente si osserva in laboratorio quando in condizioni di anonimato, con incentivi reali e tenendo sotto controllo tutte le altre variabili rilevanti, si fanno interagire tra loro svariati individui in un public good game, un gioco che simula il processo di produzione di un bene pubblico. Che questi beni siano, per loro stessa natura, destinati ad essere prodotti in quantità sub-ottimali o, addirittura, a non essere prodotti affatto è certamente una brutta notizia.

 

Una comunità, infatti, che non riesce a cooperare per raggiungere obiettivi che individualmente sarebbero fuori della portata dei singoli sarà una comunità più povera, meno sviluppata e prospera di una comunità che invece riesce, cooperando, a raggiungere esiti superiori.

Per questo è di fondamentale importanza comprendere quali sono i fattori che possono favorire e quelli che invece ostacolano la capacità dei gruppi di fare le cose insieme. Abbiamo visto nei Mind the Economy delle scorse settimane come la disuguaglianza nel reddito, per esempio, renda più improbabile l’insorgenza della cooperazione e come, al contrario, il senso di identità e di comunanza tra i membri del gruppo, la favorisca.

 

L’effetto del leader

Oggi prendiamo in considerazione un ulteriore elemento che i membri stessi del gruppo possono darsi per facilitare il coordinamento delle loro azioni e far aumentare il livello della cooperazione. Stiamo parlando della leadership, della possibilità che all’interno del gruppo a qualcuno venga attribuita la responsabilità di ispirare con l’esempio (leading by example) le azioni degli altri.

 

 

Il primo studio che sperimentalmente indaga l’effetto della presenza di un leader è stato progettato da Erling Moxnes e Eline van der Heijden nel 2003 (“The Effect of Leadership in a Public Bad Experiment”. Journal of Conflict Resolution 47: 773-795). In questo studio viene introdotta una piccola variazione nel protocollo sperimentale classico nel quale ogni membro del gruppo deve decidere quanta parte della sua dotazione monetaria investire nella produzione del bene pubblico.

 

Più precisamente nella versione di Moxnes e van der Heijden si doveva rinunciare a produrre un “male” pubblico; i due, infatti, stavano studiando il tema delle emissioni inquinanti, quindi la cooperazione, in questo caso, assume la forma dell'astensione da una azione dannosa per il gruppo.
Mentre nei giochi classici questa scelta viene compiuta simultaneamente da tutti i giocatori che osservano solo a cose fatte il livello di contribuzione degli altri, in questa versione modificata, un membro del gruppo, selezionato a caso, assume il ruolo del leader ed è chiamato, per questo, a decidere per primo il suo livello di contribuzione.

 


Gli altri membri osservano la scelta del leader e poi prendono liberamente la loro decisione. Le due versioni del gioco sono, dal punto di vista teorico, identiche, eppure la presenza del leader cambia qualcosa
Dodici gruppi di 5 partecipanti ciascuno vengono fatti giocare per 10 round, una volta senza la presenza del leader e, per altri 10 round, invece, con il leader.

 

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Foto: @leadershipmanagementmagazine

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