Il PNRR e le infrastrutture di ricerca: a che punto siamo

di Giovanni Barbieri e Floriana Cerniglia | Mercoledì 26 gennaio

 

 

 

 

 

 

 

 

IlSole24Ore

 

 

 

 

 

 

 

 

Il PNRR alla Missione 4 (Istruzione e Ricerca) stanzia circa 30,88 mld. di cui 11,4 destinati alla componente due: dalla ricerca all'impresa. Può rappresentare una grande opportunità sia per il sistema italiano della ricerca scientifica tout court sia per il sistema produttivo che, spesso, manca di connessioni funzionali con il settore scientifico. In questa componente sono infatti comprese le risorse per il finanziamento delle Infrastrutture di ricerca (IR). Di cosa si tratta? Sono un sistema più o meno strutturato tra diversi soggetti e presentano tre caratteristiche fondamentali: producono dati sperimentali a disposizione dei ricercatori, formano capitale umano da impiegare nel mondo della ricerca; fanno trasferimento tecnologico, in cui molto spesso le tecnologie utilizzate si rivelano utili per applicazioni in campo industriale (di cui molto spesso beneficiano le realtà d'impresa che agiscono in partnership con le IR nel caso, ad esempio, della fornitura dei macchinari necessari).

 

Queste infrastrutture hanno anche importanti ricadute socio-economiche sui territori in cui vengono insediate, grazie anche al modo in cui spesso prendono forma: nodi e/o network di ricerca dislocati fisicamente in luoghi diversi, ma che essendo interconnessi creano nell'insieme una IR che ne amplifica l'impatto in termini di sviluppo, di conoscenza e trasferimento tecnologico. Un esempio di IR è il CERN di Ginevra, dove 23 paesi europei portano avanti congiuntamente l'attività di ricerca sperimentale nel campo della fisica delle particelle, mettendo in comune risorse e capitale umano e sfruttando congiuntamente la rete di sei acceleratori installati nel sito. Un altro esempio di IR europea è lo European Molecular Biology Laboratory (EMBL), che si occupa di portare avanti studi avanzati nel campo delle scienze umane e che si compone di una molteplicità di laboratori, localizzati in sei diverse università europee e organizzati in una rete in comunicazione costante, che svolgono attività di ricerca sperimentale nel campo della biologia molecolare ognuno secondo le proprie linee di specializzazione.

 

 

 

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