Democrazia, giustizia, vero progresso. Far presente la giusta storia

di Leonardo Becchetti | martedì 12 gennaio 2021

 

 

 

Avvenire

 

 

 

L’ubriacatura digitale in cui siamo immersi ci dà spesso la falsa illusione di vivere un presente senza storia. La storia invece non è finita e i drammatici avvenimenti di Washington ce lo hanno testimoniano. È pertanto molto importante ritornare sulle radici della nostra storia e il percorso fatto per capire quali sono le vie per il progresso futuro del Paese verso la realizzazione del bene comune dopo la pandemia.

"Novecento" di Bertolucci e "La meglio gioventù" di Giordana sono due film famosi. Messi in sequenza raccontano, mescolando costume e storia, alcuni momenti chiave del nostro passato. "Novecento" racconta in modo terribilmente aspro la guerra tra capitale e lavoro, tra proprietà agricola e braccianti che in una spirale di violenza ha purtroppo caratterizzato la prima parte del secolo scorso. E ci fa capire quanto sia stato importante il percorso di quella Democrazia Cristiana con cui in due semplici parole sintetizzava l’ingrediente mancante e assolutamente necessario per trasformare quelle aspirazioni, degenerate in una spirale di violenze e di lutti, in vero progresso sociale.

Al di là delle storie di partiti e forze in campo che, come tutti sappiamo, hanno i loro meriti, ma anche le loro responsabilità storiche, la questione di fondo, riproposta con forza e lucidità dalle ultime encicliche sociali, dalla Caritas in veritate a Fratelli tutti, è che senza il contributo generativo del principio di fraternità non è possibile trasformare il conflitto tra libertà ed eguaglianza in vero progresso sociale. La dignità degli ultimi, le pari opportunità, il progresso sociale sono obiettivi fondamentali, ma non possono mai essere conquiste durature se non si affermano in un percorso partecipativo e democratico e mai lo sono quando alimentano spirali di odio e violenze che lasciano pesanti strascichi e finiscono per riportarci al punto di partenza. L’Italia del dopoguerra ha avuto la capacità – superando momenti difficili come quelli degli anni di piombo, dello stragismo e del terrorismo raccontati da "la meglio gioventù" – di seguire questo percorso partecipativo e democratico e ha saputo trasformare le energie e la forza del progresso tecnologico in benefici diffusi per la popolazione.

 

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