Cattolici e marginalità. Lo spazio politico è da riconquistare, ma con le idee

di Daniele Rocchetti | giovedì 24 febbraio 2021

 

 

 

Santalessandro.org

 

 

 

Sento da più parti del mondo cattolico alcuni voci relative al fatto che nel Governo Draghi i cattolici siano poco rappresentati. Non so dove abbiano ricavato questo giudizio, a quali parametri  facciano riferimento. Confesso la mia fatica a trovare  ragioni per le quali i “cattolici” (termine usato spesso in modo disinvolto)  debbano esigere spazio e visibilità. Non che non sia importante la presenza di laici cristianamente  ispirati ma la questione mi pare più complessa. L’ho ribadito più volte: nella comunità cristiana c’è un’indubbia fatica a far crescere, accompagnare e formare laici competenti dentro le questioni del mondo. Dentro la politica e nell’economia, nel welfare e nella sanità. Rintanati nel nostro piccolo perimetro,  abbiamo faticato a comprendere che l’umano, segno del Regno, attraversa confini e recinti e abita là dove abitano gli uomini. E se dentro quei pertugi, sempre più larghi,  non ci sono laici cristiani competenti, come si può immaginare una classe dirigente che ambisca a responsabilità?
  
Con lucidità, l’indimenticato padre Bartolomeo Sorge, infaticabile animatore di pensiero e di riflessione politica, sosteneva che il problema della presenza politica dei cattolici si pone a un duplice livello: la preparazione di una classe dirigente e l’aspetto sociale. “Dobbiamo formare uomini e donne che siano spiritualmente elevati, abbiano un’alta tensione etica e ideale e al tempo stesso professionalità. Se non c’è questa classe dirigente non facciamo nulla”. Sul versante sociale il direttore di Civiltà Cattolica prima e Aggiornamenti Sociali poi, sosteneva che “è cambiata la cultura del Paese. Fino a che c’erano le ideologie di massa la maggioranza della gente aveva ancora una cultura cristianamente ispirata. Questa cultura ha fatto nascere la Costituzione, in particolare i primi 12 articoli”. C’era quindi un legame con la classe dirigente che mandava avanti quei principi ed “era più facile perché c’era un confronto tra ideologie non fra loro compatibili”. Questo contesto ora è cambiato:  

 

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