La Carovana della Pace a Bergamo

«Questa carovana è come una valanga, che sta coinvolgendo sempre di più i nostri territori: è una valanga di pace». Con queste parole il presidente nazionale delle ACLI, Emiliano Manfredonia, ha presentato la Carovana della Pace – “Peace at Work. L’Italia del lavoro costruisce la pace”, la grande iniziativa itinerante che dal 2 settembre sta attraversando tutta l’Italia. La campagna ha ricevuto il patrocinio dell’Ufficio Nazionale per i Problemi Sociali e il Lavoro della CEI, della Rete Pace e Disarmo e della Fondazione PerugiAssisi. L’ultima tappa nazionale sarà il 10 dicembre a Milano, nella Giornata Internazionale dei Diritti Umani, mentre la conclusione ufficiale avverrà a Strasburgo.

All’interno di questo percorso, l’11 novembre la Carovana è arrivata a Bergamo, proponendo una giornata ricca di incontri, testimonianze e gesti di pace.


La mattinata si è aperta nelle scuole, dove i giovani sono stati i protagonisti.

Grazie alla collaborazione di Enaip, i ragazzi del Servizio Civile delle ACLI provinciali e numerosi volontari hanno incontrato cinque classi del territorio. Attraverso quattro laboratori tematici, hanno guidato studenti e studentesse in una riflessione concreta sulla pace, chiamandoli a mettersi in gioco come “costruttori di ponti”. La cooperativa Ruah ha inoltre proposto un laboratorio dedicato al tema della pace attraverso intercultura e interreligiosità, suscitando grande interesse e partecipazione.


Uno dei momenti più toccanti è stato lo srotolamento della maxi-bandiera della pace nel piazzale della scuola, sulle note di Imagine di John Lennon: un gesto semplice, ma capace di unire cuori e sguardi.

La seconda tappa ha avuto come fili tematici il lavoro, la dignità e la speranza. A pranzo, infatti, la Carovana ha attraversato il centro di Bergamo, ospite dell’ONP Bistrò della cooperativa Namasté, nella cornice dell’ex ospedale psichiatrico. Qui la pace si è intrecciata con il tema del lavoro come occasione di dignità, soprattutto per chi vive situazioni di fragilità perché offre vere e concrete occasioni risocializzanti, attraverso l’impiego lavorativo.

Il pomeriggio è poi proseguito a Stezzano, presso Ecosviluppo, impresa sociale che pone al centro la persona e promuove una vera “ecologia dello sviluppo umano”. Qui è stato possibile conoscere da vicino un modello di lavoro inteso non solo come fonte di reddito, ma come bene comune: un luogo in cui ciascuno può trovare identità, responsabilità e relazione.


La tappa conclusiva si è svolta in Città Alta, all’interno della rassegna Molte Fedi Sotto lo Stesso Cielo, dove l’economista Carlo Cottarelli ha affrontato il tema della precarietà, in particolare sul piano assistenziale e previdenziale.

La giornata bergamasca della Carovana della Pace ha lasciato un segno profondo. Chi ha partecipato ha potuto sperimentare che la pace non è solo un moto personale o un buon proposito individuale: è un cammino condiviso, fatto di relazioni, impegno e responsabilità reciproca. La pace autentica nasce dal riconoscere l’altro e, allo stesso tempo, dal sentirsi parte di un’unica comunità umana.

Una “valanga di pace”, capace di far germogliare speranza nei nostri territori.

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