GIOVANI, AL LAVORO!

Il racconto quotidiano dei giovani sul mondo del lavoro, di oggi e di domani

«L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.»
Art. 1, Costituzione Italiana

Il 1° maggio, con la festa dei lavoratori, inizia il mese delle Acli di Bergamo dedicato al tesseramento e al tema fondativo del lavoro. In questo periodo complesso e complicato, sotto diversi punti di vista, cruciale deve essere l’attenzione rivolta al mondo del lavoro, alle sue esigenze, alle sue mancanze e ai suoi cambiamenti in vista della centralità che assumerà nel prossimo futuro.

Con la rubrica “Giovani, al Lavoro!” le Acli di Bergamo chiedono ai loro giovani uno sguardo, un punto di vista, una prospettiva, una sofferenza, una speranza.

Ogni giorno sul nostro sito e sui nostri canali social verrà pubblicato un contributo di un giovane lavoratore che racconta la sua esperienza, lancia delle sfide oppure suggerisce uno sguardo sulle difficoltà sopraggiunte nell’era della pandemia. Partiremo da questi sguardi per orientare la nostra azione di domani, per essere vicini e propositivi alle nostre comunità, ai nostri lavoratori.

(Non) è un paese per vecchi | di Stefano Ferrari

La speranza è che tutto torni alla normalità e la fiducia, in fondo, si sente, seppur blanda, sia nelle aziende che nei lavoratori ma questo non significa che tutto debba tornare “come prima” perché sarebbe impensabile ed incredibilmente negativo.

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Qui ed ora. | di Sara Bruni

Troppo presi da tutto, dal lavoro, dagli impegni quotidiani, dagli allenamenti; non facevamo altro che correre ma alla fine per andare dove? E adesso? Ci siamo fermati. Ora non abbiamo più scadenze, orari, “impegni prefissati”, ora abbiamo il “qui ed ora”.

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Qual è il mio ruolo? | di Francesco Mancin

Ma l’angoscia che provo nella ricerca di un senso, di un’identità come lavoratore, non è contingente ma risalente e ben radicata: qualora non dovessi riuscire, qualora non trovassi un posto nel mondo, che ne sarebbe di me?

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Il Tempo e la Cura | di Andrea Castelli

Forse ciò che io e i miei colleghi non abbiamo sperimentato è stata la quarantena: i turni di lavoro sono tutt’ora più lunghi ed estenuanti da un lato per permettere il corretto rifornimento dei beni alimentari.

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Un’utile pausa | di Lorenzo Magri

Entrare nel mondo del lavoro al tempo del Coronavirus è strano. Nessuno è preparato a quello che sta succedendo, non ci sono procedure collaudate e tutto sembra in stand-by. La mia esperienza lavorativa inizia solo qualche mese fa con uno stage in banca ma pensandoci ora sembra davvero sia passata un’epoca…

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Pulizia, non è solo una parola | di Francesco Potenza

Sono Francesco, Un piccolo imprenditore di 29 anni di Boltiere. La mia attività si occupa per lo più di pulizie, civili ed industriali.
Il coronavirus sta mettendo a dura prova tutti non solo le famiglie ma anche gli imprenditori, nel nostro settore c’è stata un’esplosione di richieste che prima sembravano impensabili…

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Alla ricerca di nuovi spazi | di Laura Cicirata

In questa mia breve riflessione non mi soffermerò sulle difficoltà e sugli ostacoli che questo virus ha messo davanti a tutti noi nell’ultimo periodo, a tal proposito sono già stati spesi fiumi di gigabyte, e altrettanti se ne spenderanno nei prossimi mesi. Mi soffermerò su alcuni, forse piccoli per qualcuno, aspetti positivi che questa esperienza mi ha consentito di sperimentare e vivere

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Non è tempo di fermarsi | di Riccardo Poletti

Il lavoro ai tempi del Covid-19 è materia di grande dibattito e motivo di preoccupazione per tutti, non solo per i giovani. L’imprevedibilità del contesto, nuovo e ignoto per le nostre generazioni cresciute nel marciante progresso tecnologico, è accompagnata da incertezza crescente riguardo il futuro prossimo e non solo.

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Il nostro lavoro: da uno stato solido ad uno stato liquido | di Stefano Remuzzi

“Un liquido è uno stato della materia senza una forma particolare. Cambia facilmente ed è definito solo dal contenitore che lo contiene. Il corpo umano è composto per il 70% di acqua”

L’essere umano è per sua natura capace di adattarsi alle diverse situazioni che gli si pongono davanti, cercando di modificare al meglio le sue condizioni e i suoi comportamenti in base ai cambiamenti in atto nel mondo e nella società in cui vive.

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Lavoro muto! | di Roberto Cesa

Stiamo “mutando” il lavoro. Proprio così, non nel senso che il lavoro sta cambiando, bensì come facciamo quotidianamente su Skype o Zoom: lo stiamo rendendo muto. Soltanto che non si tratta di premere un tasto, è un processo graduale. E ci stiamo riuscendo.

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