di Pietro Bocchia
Il sussidiario.net
15 settembre 2020

“Fermiamoci a riflettere. Cosa diremo ai nostri figli? Io ho un ragazzo di 13 anni. Che cosa gli dirò? Di non intervenire laddove vedrà una lite domani mattina, domani sera? Cosa diremo? Che messaggio trasmettiamo ai nostri figli? Interroghiamoci”. Sono queste le parole con cui mercoledì scorso il premier Conte si interrogava sulla morte di Willy Monteiro Duarte, il ragazzo di 21 anni ammazzato di botte da quattro ventenni dopo che aveva tentato di sedare una rissa che vedeva coinvolto un suo ex-compagno di classe nella notte di sabato a Colleferro, un paese di ventimila abitanti a sud-est di Roma nella Ciociaria.La costernazione del nostro primo ministro è la costernazione di tutti coloro che si sono lasciati toccare in prima persona da questa vicenda: io me ne sento così provocato da non poterne non scrivere, anche pensando a quei ragazzi, io insegnante, che rivedrò dopo la lunga assenza da scuola: cosa dirò? cosa diremo ai ragazzi? anche non avessimo a menzionare in modo esplicito la notizia della morte di Willy, come staremo davanti a loro volendo pur condividere con loro, più o meno consapevolmente, l’avventura dell’essere vivi in questo mondo, tenendo conto dunque anche di Willy, della sua storia?

Nella notte di sabato nel centro di una Colleferro affollata come ogni sera nei fine settimana, Willy era uscito con alcuni amici dopo aver terminato alle 23:30 il suo turno di lavoro in cucina (lui apprendista cuoco); mentre attraversa con i suoi amici Piazza Italia vede un suo ex-compagno di scuola coinvolto in una rissa davanti al locale Duedipicche. Willy si ferma per cercare di calmare gli animi nonostante i suoi amici cerchino di dissuaderlo. Willy tenta di fare da paciere ma la situazione rimane tesa: un amico infine lo convince a tornare a casa. Nel mentre però sopraggiungono altri ragazzi chiamati dagli aggressori dell’ex compagno di scuola di Willy. Questione di attimi: mentre Willy si dirige verso la sua auto parcheggiata a pochi metri dal luogo della colluttazione, viene travolto insieme al suo amico dalla furia cieca dei ragazzi sopraggiunti: questi infieriscono in particolare su Willy con pugni e calci. Al sopraggiungere del personale di sicurezza del locale gli assalitori si dileguano lasciando a terra il ragazzo esamine. Willy muore nel tragitto verso l’ospedale a causa delle lesioni provocategli dagli aggressori.

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