di Luciano Fontana
Il Corriere della Sera


Caro direttore
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manca giusto un mese al fatidico election day, in modo particolare mi riferisco al referendum sul taglio dei parlamentari. Come potrebbe essere composto il nostro futuro Parlamento se dovesse passare il Sì al taglio dei parlamentari, e soprattutto la rappresentanza al Parlamento a livello regionale come sarà? Ci saranno Regioni poco rappresentate ed altre di più? Ho una certa paura che il potere potrebbe concentrarsi nelle mani di uno-due partiti i quali potrebbero fare quello che vogliono. Come mai, a poca distanza dalle elezioni, se ne parla poco? C’è qualcosa che non dobbiamo capire? Se il problema alla base è la spesa a livello statale per mantenere questi parlamentari, perché non indire un referendum sul taglio del 50% del costo mensile del Parlamento?
Luca Baretta


Caro signor Baretta
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La riduzione del numero dei parlamentari è stata al centro dei tanti tentativi di riforma che si sono susseguiti nella storia della Repubblica. Non è sbagliato, secondo la mia opinione, che questo tema sia stato affrontato per adeguare il numero dei rappresentanti a quello delle altre grandi democrazie occidentali. Non mi piacciono però le formule sbrigative, le grida propagandistiche che hanno accompagnato e accompagnano questo cambiamento. Intanto perché non sono stati risolti alcuni nodi fondamentali: la nuova legge elettorale senza la quale verrebbero favoriti alcuni partiti e penalizzati altri; la rappresentanza delle diverse Regioni, anche le più piccole, per evitare che qualcuna resti esclusa; le regole che determinano il funzionamento del Parlamento e delle sue commissioni; i criteri per la partecipazione dei consiglieri regionali all’elezione del Capo dello Stato. E poi, soprattutto, quando sarà affrontata la duplicazione dei compiti tra Camera e Senato, che allunga i tempi e rende faticoso il processo legislativo? Senza tutte queste novità c’è il rischio che il taglio sia solo una battaglia di bandiera, subita dal Pd e da quasi tutti gli altri partiti, per far contenti i Cinque Stelle. Questi giorni saranno decisivi sia per informare bene i cittadini, sia per verificare se la promessa delle riforme che debbono accompagnare il taglio dei parlamentari verrà rispettata.
Personalmente, oltre che al numero degli eletti, sono interessato (ancora di più) alla loro qualità, alla dedizione che mostrano verso l’interesse generale, alla competenza e al rapporto che deputati e senatori riescono a stabilire con i cittadini, alla capacità di risolvere i problemi. Da questo punto di vista è un brutto spettacolo vedere come stia crescendo il numero dei «convertiti» che prima hanno votato per la riduzione temendo l’impopolarità e ora che la scelta si avvicina (con il rischio per loro di non essere rieletti) diventano improvvisamente paladini dei diritti del Parlamento.
Luciano Fontana