L’emozione di rivedere dal vivo i propri alunni o i propri insegnanti e i compagni sicuramente caratterizzerà il primo giorno di scuola e ci auguriamo che i timori e i protocolli per il Covid-19 non la offuschino. Infatti quest’anno inizia anche all’insegna della preoccupazione di presidi e personale Ata per la nuova organizzazione da mettere in atto, delle paure di tanti docenti per il possibile contagio e per le discontinuità della didattica causa quarantene. Gli stessi timori vengono manifestati da tante famiglie tanto che alcune stanno ritirando i figli da scuola perché studino privatamente, per salvaguardare i nonni e altri familiari fragili.

Ma la maggior parte degli studenti tornerà in aula e lo farà con una nuova consapevolezza, acquisita durante la didattica a distanza: la scuola è importante, gli insegnanti vanno ascoltati, l’apprendimento riempie le giornate, tiene viva la mente, permette ai dialoghi di riempirsi di contenuti, aiuta in tempi difficili. Anche ai docenti il contatto diretto con le classi interrotto dall’emergenza Covid è mancato, tuttavia l’esperienza del lockdown ha rivelato la grande capacità di resilienza dei loro studenti e quindi li guarderanno con occhi nuovi.

Ancora diversa sarà l’emozione “da primo giorno” dell’esercito di nuovi docenti che arriverà nelle aule. Solo agli insegnanti cui non sarà consentito fare lezione nemmeno a distanza per via di una condizione di fragilità il rapporto diretto con gli allievi mancherà ancora per molti mesi.Quest’anno presenterà novità anche nel modo di fare lezione ed imparare, perché diversi docenti vorranno introdurre nelle lezioni in presenza i nuovi metodi didattici sperimentati durante la dad con buon esito. Uno di questi è la didattica per progetti, che potenzia molte capacità degli allievi e permette di finalizzare l’impegno scolastico e il lavoro di gruppo ad un risultato che non è solo il voto e che può dare molta più soddisfazione.

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