L’Azione.it | 27.07.2020

Intervista a Francesco Gesualdi, che fu un allievo della “scuola di Barbiana”, su economia e stili di vita ai tempi del Covid-19

Da anni gli studiosi ci avevano indicato che il Pianeta stava scoppiando e sembrava che niente potesse fermarci. I numeri annuali sulla sostenibilità negli ultimi anni risuonavano come un stridulo campanello di allarme. Papa Francesco già cinque anni fa nell’enciclica Laudato sì ha posto il tema dell’ecologia integrale come nuovo paradigma di giustizia e per una maggiore responsabilità dell’uomo sui cambiamenti in atto.

Guardando ai primi vent’anni di questo nuovo secolo, non è la prima volta che facciamo i conti con la sensazione di aver smarrito dei punti di riferimento e con lo sgomento che ne deriva. Il Covid-19 ci ha fatto nuovamente sperimentare come il nostro “piccolo mondo” che credevamo solido si è rivelato invece friabile e liquido. E in poche settimane abbiamo potuto capire che la scelta della quarantena in casa milioni di persone non potevano permetterselo così come lavarsi regolarmente le mani o accedere alle cure in un ospedale.

È l’incertezza la cifra di questo tempo di sospensione che il nostro Paese, come tanti altri nel mondo, sta attraversando e che ci accomuna alle varie latitudini del Pianeta. Abbiamo di fronte un avversario sfuggente, un virus appena identificato, di cui conosciamo poco o nulla e sul quale tutti ci attendiamo dei vaccini o dei medicinali per contrastarlo.

Nei paesi più ricchi siamo dovuti andare tutti in quarantena forzata per iniziare (forse) a cambiare il nostro stile di vita. Tra la vita e la ricchezza durante la quarantena abbiamo scelto la prima, ma ora che tutto sembra finito ci poniamo la domanda: che fare?

Siamo ritornati in questo mese di giugno ad una condizione di normale operatività ma alcuni interrogativi permangono e risuonano tra le persone: come l’Italia riuscirà a superare questa emergenza? In che condizioni lascerà il Paese, il sistema economico, scolastico, sanitario e delle relazioni di comunità? E’ percorribile all’interno della società civile e delle nostre comunità una nuova stagione di riflessione e di attenzione per degli “stili di vita 2.0”?

Per aiutarci a capire abbiamo posto alcune domande a Francesco “Francuccio” Gesualdi, uno dei “ragazzi” di Barbiana, studioso e scrittore, fondatore del Centro Nuovo Modello di Sviluppo di Vecchiano (Pisa).

LEGGI QUI L’INTERVISTA DI FRANCO POZZEBON