Articolo 1 – CONVENZIONE DI GINEVRA ( 1951)

ll rifugiato è colui “che temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese; oppure che, non avendo cittadinanza e trovandosi fuori del Paese in cui aveva residenza abituale a seguito di tali avvenimenti, non può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra”.

Articolo 15 – ( DIRETTIVA 2004/83/CE DEL CONSIGLIO del 29 aprile 2004 )

Si rilascia protezione sussidiaria in caso di : Danno grave – Sono considerati danni gravi: a) la condanna a morte o all’esecuzione; o b) la tortura o altra forma di pena o trattamento inumano o degradante ai danni del richiedente nel suo paese di origine; o c) la minaccia grave e individuale alla vita o alla persona di un civile derivante dalla violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno o internazionale.

ARTICOLI

Muri in Europa: la paura dell’immigrazione costruisce mille km di barriere

Un nuovo report di Tni calcola che oggi in Europa ci siano barriere anti-immigrazione, o costruite inseguendo una speranza di maggiore sicurezza, lunghe sei volte il Muro di Berlino. Ecco come è cambiata nel tempo la politica della sicurezza nel nostro Continente e come è mutato il paesaggio all’interno dell’Unione europea, nata proprio per abbattere le barriere

«Centro di permanenza temporanea» di Adrian Paci

Un gruppo di persone, evidentemente degli immigrati, sono saliti ordinatamente sulla scaletta di un aereo. Ma non c’è alcun velivolo per loro. Quanto dovranno aspettare? Qual è la loro meta? Da dove vengono? In che aeroporto precisamente si trovano? E perchè aspettano, con calma, in quella situazione surreale? Se l’arte di oggi ci interroga con tutte queste domande, vuol dire che coglie il segno di una testimonianza. Si può dire che poche opere al pari di questa hanno centrato l’obiettivo. L’autore del breve video si chiama Adrian Paci. Lui stesso è stato migrante in quanto nato in Albania e arrivato in Italia nel 1992, al tempo degli sconvolgimenti avvenuti nel suo paese d’origine. Oggi è un artista affermato che espone nei più importanti musei del mondo. E’ un migrante che ce l’ha fatta.

Come nell’immagine, il rifugiato non ha la sua terra sotto i piedi e non sa quale sarà il suo trattamento nella terra del suo arrivo. Vive come sospeso in una situazione di incertezza permanente. L’opera di Paci si intitola significativamente “Centro di permanenza temporanea”.

Sem Galimberti

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Solo la luna ci ha visti passare. Il mio viaggio a 14 anni dalla Siria alla libertà
di Francesca Ghirardelli
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Pili Pili sur un croissant au beurre
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