di Ilvo Diamanti
La Repubblica
25 maggio 2020

La notte sospesa del Coronavirus, insieme alle paure, ha prodotto effetti imprevisti e imprevedibili. Anzitutto, sul piano politico. Ha rafforzato la fiducia verso lo Stato, le istituzioni. E il governo. In un Paese nel quale il distacco verso lo Stato, le istituzioni e i governi è profondo e radicato. Ma lo stesso è avvenuto nelle relazioni sociali e personali. Perché esiste una relazione stretta tra la fiducia personale e istituzionale.

Sentimenti amplificati da questo clima d’opinione. L’emergenza e le paure, infatti, hanno generato una crescente solidarietà sociale e, insieme, la ricerca di un riferimento comune. Il governo e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Abile a interpretare la parte del “capo super partes”. Un faro nella notte. Al proposito, è utile rammentare i recenti sondaggi di Demos per Repubblica , dai quali emerge che il governo guidato da Conte ha raggiunto un grado di popolarità molto ampio. Il più elevato degli ultimi anni, come sottolinea il sostegno di oltre 2 italiani su 3. È la conferma che il Paese ha reagito a una minaccia incombente e senza volto mettendo da parte le tradizionali divisioni. Sociali, territoriali e politiche.

Ma questa minaccia esterna e senza volto ha rafforzato anche i legami inter-personali, come conferma la misura di quanti ritengono che “gran parte della gente è degna di fiducia”. Un’affermazione condivisa dal 38% degli italiani, nel campione intervistato da Demos. Una “minoranza estesa”. Cresciuta di 4 punti rispetto allo scorso autunno. E di 10 rispetto al 2017. Si tratta del livello di “confidenza” più elevato osservato negli ultimi 5 anni. Confermato dal giudizio espresso in merito al comportamento dei cittadini di fronte a questa minaccia. Valutato positivamente (con un voto pari o superiore a 6) da quasi 8 italiani su 10. Gli italiani, ritenuti un popolo animato da “senso cinico” piuttosto che a da “senso civico”, secondo un’opinione diffusa (tra gli italiani stessi), oggi sembrano aver voltato pagina. Molti segni di questa con-versione sono visibili, intorno a noi. L’uso delle mascherine e dei guanti, molto diffuso, nei luoghi pubblici. (Anche se, io per primo, fatico e soffro a indossare mascherine che mi “segano” le orecchie e non mi fanno respirare).

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