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Lunedì 25 Maggio

 

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IL PANNELLO DELLA MOSTRA “SULLA CURA DELLA CASA COMUNE”

L’ARTICOLO

Cambiamenti climatici e salute globale: cosa dicono i dati e la letteratura scientifica

I cambiamenti climatici minacciano di compromettere il raggiungimento dell’assistenza sanitaria universale (Universal Health Coverage – UHC), al centro dell’agenda delle maggiori agenzie internazionali, Agenda 2030 delle Nazioni Unite in testa.

Nei giorni scorsi una lunga analisi, pubblicata sulla nota rivista scientifica British Medical Journal a firma di Renee Salas e Ashish Jha dell’Harvard Global Health Institute, fa il punto sulla letteratura scientifica sul legame fra cambiamenti climatici e salute globale. Perché, con buona pace dei detrattori della scienza del riscaldamento globale, di letteratura scientifica seria ve ne è molta. L’articolo in questione è corredato da una lista con quaranta link a studi e rapporti degli ultimissimi anni.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che i cambiamenti climatici causeranno ulteriori 250.000 morti all’anno entro il 2030, tenendo conto solo cinque aspetti: malnutrizione, malaria, diarrea, dengue e ondate di calore. Ci sono poi gli effetti negativi diretti e indiretti, tra cui una maggiore morbilità legata al calore, alla malnutrizione, aumento delle malattie di origine idrica e alimentare e i problemi di salute mentale.

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IL LIBRO

La Terra inabitabile. Una storia del futuro

di David Wallace-Wells

Scritto da «un americano come tanti», che ama gli hamburger ed è felice di usare gli oggetti usciti dalla catena di produzione industriale, “La Terra inabitabile” è un libro terrificante, ma anche un appassionato invito all’azione. Perché, per quanto avvelenato, il nostro pianeta è destinato a sopravvivere. L’umanità, invece, ha solo una possibilità per immaginare un insieme di soluzioni tecnologiche, politiche e comportamentali che le permettano di preservare il proprio futuro. Nonostante tutto, possiamo ancora farcela.

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L’IMMAGINE

A proposito di quest’opera dell’artista siciliano Emilio Isgrò sono stati scritti numerosi aforismi: “Sottrarre è aggiungere“, “Togliere permette di comprendere meglio”, “Less is more“… Artista concettuale e pittore, ma anche poeta, scrittore, drammaturgo e regista, Isgrò (1937) è uno dei nomi di punta dell’arte italiana contemporanea. A partire dagli anni Sessanta ha dato vita a un’opera tra le più rivoluzionarie e originali, a partire dall’osservazione dei lavori di Marcel Duchamp che, a suo tempo, hanno scosso la prevedibile vicenda dell’arte. Emilio Isgrò è noto soprattutto per le “cancellature”. Con un segno nero ha coperto frasi intere di testi famosi, lasciando in evidenza soltanto alcune parole-chiave che stravolgono i contenuti generali delle pagine e possono evocare concetti diversi. La pratica della cancellatura richiama momenti oscuri nei quali la censura ha imperato contro la verità, ma è anche un modo metaforico per indicarci come sopravvivere nella miriade di sollecitazioni che ci giungono dagli stimoli della società dei consumi. E’ l’invito a ritrovare il valore della parola in un mondo che è stracarico di messaggi spesso tendenziosi e confusi. Il nocciolo del messaggio non ha bisogno di tante parole.

La sobrietà, l’essenzialità, la scelta consapevole sono concetti chiave nel progetto umano che sottende l’Enciclica di Papa Francesco. Eliminare il superfluo è “…ritorno alla semplicità che ci permette di fermarci a gustare le piccole cose, di ringraziare delle possibilità che offre la vita senza attaccarci a ciò che abbiamo nè rattristarci per ciò che non possediamo”.

a cura di Sem Galimberti