Biodiversità

Venerdì 22 Maggio

 

Con

IN BREVE

IL PANNELLO DELLA MOSTRA “SULLA CURA DELLA CASA COMUNE”

L’ARTICOLO

Il valore della biodiversità

di Marco Ferrari, il Tascabile

Qualche mese fa il (piccolo) mondo degli ecologi e dei naturalisti italiani è stato scosso da una serie di affermazioni peculiari:

L’Italia è il paese a maggior biodiversità al mondo: nello 0,5% del mondo ci sono 7000 specie di vegetali mangiabili, il secondo Paese è il Brasile con 3.300. Qualsiasi regione italiana ha più specie vegetali di qualsiasi Stato dell’Europa. L’Italia ha 58.000 specie animali, il secondo Paese al mondo è la Cina con 20.000, ma non diciamoglielo sennò si arrabbiano.

L’autore è Oscar Farinetti, il fondatore di Eataly e Fico, guru delle eccellenze italiane e del lusso in cucina. È una citazione che circola ormai da qualche anno. Cosa c’è di sbagliato in tutto ciò? Come prima cosa i numeri. Sono quasi tutti sbagliati: dalla superficie dell’Italia (è lo 0,2% delle terre emerse) al numero delle specie, al confronto con le altre nazioni dell’Europa e del mondo.

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IL LIBRO

La biodiversità

di Marcello Buiatti

La storia del nostro pianeta è inscindibilmente legata alla storia della vita sulla terra e alla sua straordinaria varietà. Senza la biodiversità la vita scomparirebbe. Nell’immensa comunità naturale di cui facciamo parte essa infatti consente a tutti i suoi componenti di moditicarsi moltiplicando le strategie di sopravvivenza per adattarsi alla mutevolezza dei contesti. L’autore analizza dapprima strutture e funzioni della biodiversità – a tutti i livelli della biosfera tra loro interconnessi e complementari – dalle molecole agli organismi, alle specie, agli ecosistemi. Infine, in questa prospettiva integrata, esamina i rischi e i problemi creati dalla perdita di biodiversità, oggi in via di drammatica accelerazione sul pianeta terra, e il tema delle responsabilità che ne derivano per la nostra specie.

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L’IMMAGINE

Arcimboldo è il nome con cui è conosciuto Giuseppe Arcimboldi (Milano 1527-1593), pittore italiano noto soprattutto per le sue “teste composte”, ritratti burleschi eseguiti combinando tra loro oggetti o elementi dello stesso genere (soprattutto prodotti naturali). Le sue opere presentano fisionomie grottesche composte da ortaggi, frutta, fiori, radici, conchiglie, pesci come in un repertorio di botanica e zoologia popolare. Il quadro presente è il ritratto del nobile Rodolfo II della Corte asburgica, in veste di Vertumno. Il riferimento mitologico è quello a un dio latino che presiedeva alle mutazioni climatiche e alle stagioni, ma anche ai giardini, agli orti e ai frutteti. Al di là della metafora simbolica e della caricatura, l’opera di Arcimboldo è anche un omaggio all’anatomia di una natura felice. Gli elementi naturali sono un’autentica elencazione della biodiversità. Qui manca il naturale processo di decadimento e tanto meno la violenza della mano dell’uomo che sradica e taglia, desertifica e omologa, attenta alla varietà dell’ambiente per incuria,superficialità e speculazione.

Anche l’uomo è fatto di biodiversità. E’ parte integrante dell’ecosistema. La straordinaria ricchezza della natura, capace di rigenerarsi dopo ogni attentato, contribuisce all’equilibrio della specie umana.

a cura di Sem Galimberti