Cambiamenti climatici

Lunedì 18 Maggio

 

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IN BREVE

IL PANNELLO DELLA MOSTRA “SULLA CURA DELLA CASA COMUNE”

L’ARTICOLO

Cosa sono i cambiamenti climatici, cause e conseguenze

La scoperta del fenomeno del riscaldamento globale risale alla fine del Diciannovesimo secolo quando Svante Arrhenius, chimico e fisico svedese che ha ricevuto il premio Nobel per la chimica nel 1903, illustrò per la prima volta la teoria secondo la quale l’anidride carbonica avrebbe un’incidenza sul clima, causando cioè i cambiamenti climatici.

Da quel momento in avanti, la consapevolezza che l’umanità ha un’influenza sul clima e causa effetti di natura antropogenica (i cambiamenti climatici) è andata notevolmente crescendo. Nella prima metà del Ventesimo secolo, molti scienziati credevano, forse speravano, che gli oceani sarebbero riusciti nell’impresa di mantenere costante il livello di CO2 in atmosfera, assorbendo gran parte delle emissioni di natura antropogenica.

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IL LIBRO

Riscaldamento globale e futuro dell’uomo

di Pietro Mugnaini

Questo libro non è il solito saggio sul cambiamento climatico. Contiene, infatti, anche due racconti di fantascienza sul tema dove provocatoriamente vengono immaginate soluzioni shock: nel primo intervengono gli alieni per costringerci a prendere i giusti provvedimenti prima che sia troppo tardi, mentre nel secondo è ormai troppo tardi e l’uomo, per sfuggire all’estinzione è costretto ad una trasformazione radicale. Inoltre riporta le interviste al famoso climatologo Luca Mercalli, i discorsi pubblici di Greta Thunberg, gli appelli e i rapporti degli scienziati. Il capitolo dedicato al riscaldamento globale espone in modo chiaro e sintetico il problema del cambiamento climatico: la situazione attuale, cosa potrebbe fare la politica per ridurne gli effetti e cosa possiamo fare noi, cosa stanno facendo e cosa non stanno facendo i governi, perché potrebbe essere inarrestabile e quali le conseguenze. Infine un memorandum per i decisori politici con una lista di provvedimenti che andrebbero attuati con la massima urgenza.

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L’IMMAGINE

Sebastiao Ribeiro Salgado è un fotografo brasiliano nato nel 1944 nel distretto di Minas Gerais. Ha realizzato numerosi reportages sul cambiamento climatico e sulle conseguenze del fenomeno sulle popolazioni più povere del mondo: dalla siccità nel Sahel alla povertà dell’Africa, dallo scioglimento dei ghiacci in Antartide alle deforestazioni nel Sud America. Ha indicato al mondo uno dei territori dove la devastazione ha mostrato il suo volto peggiore, la foresta amazzonica. Dove un tempo respirava uno dei più estesi polmoni verdi del pianeta, ora c’è una terra devastata, deforestata, con pascoli ormai brulli e sabbiosi che scoraggiano ogni attività umana.

Dopo i successi mondiali delle sue immagini riprodotte in documentari, film e innumerevoli mass media, Salgado e la moglie Leila hanno creato nel 1998 una organizzazione ambientale no profit dedicata allo sviluppo sostenibile – l’Instituto Terra – che interviene in una zona degradata del Brasile. Nel tempo hanno ricostruito tratti di foresta metro per metro. Così l’acqua ha potuto tornare a scorrere dalle sorgenti naturali; gli animali minacciati di estinzione sono tornati lentamente a vivere; gli abitanti hanno ricostruito l’habitat naturale riprendendo le attività agricole e forestali. Questo esperimento è ancora oggi in corso, fornendo una efficace (anche se limitata) risposta ai cambiamenti climatici.

Anche Papa Francesco nell’Enciclica LAUDATO SI’ ammette che “… queste buone pratiche ancora sono lontane dal diventare generali“.

a cura di Sem Galimberti