Ecologia Integrale

Domenica 17 Maggio

Con

IN BREVE

IL PANNELLO DELLA MOSTRA “SULLA CURA DELLA CASA COMUNE”

L’ARTICOLO

«Tutto è in relazione», «tutto è collegato», «tutto è connesso»: questo è il ritornello che attraversa la Laudato si’, l’attesa enciclica di papa Francesco sulla cura della casa comune pubblicata il 18 giugno, anzi è la vera e propria base su cui il testo è costruito. Come spesso capita, la ricezione dell’enciclica favorisce la circolazione di singoli brani o la caccia di citazioni “a effetto”, col rischio di ridurla a un accumulo di massime su una serie di argomenti disparati (clima, acqua, biodiversità, OGM, ecc.). Si perde di vista in questo modo ciò che conferisce coerenza a un testo che è lungo e articolato, ma tutt’altro che frammentario.

La prospettiva focale su cui si regge l’enciclica è quella dell’«ecologia integrale», espressione che dà il titolo al cap. IV e che ricorre altre nove volte nel testo. Come papa Francesco stesso spiega nel n. 16, i temi che tratta la Laudato si’ «non vengono mai chiusi o abbandonati, ma anzi costantemente ripresi e arricchiti» a partire da una pluralità di prospettive che – coerentemente – si integrano. In questa chiave, le pagine che seguono provano a esplorare il significato dell’ecologia integrale lungo due assi diversi ma complementari. La prima interpreta la proposta di papa Francesco come paradigma concettuale, mentre la seconda la legge come cammino spirituale.

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IL LIBRO

ECOLOGIA INTEGRALE | Laudato si’. Ricerca, formazione, conversione

di Claudio Giuliodori e Pierluigi Malavasi

Il creato è un dono. Non è qualcosa che si compra. Ci precede e ci succederà. È un dono che deve essere condiviso. Come vogliamo lasciare questa terra? A che scopo lavoriamo, perché studiamo? Ci viene chiesto di guardare la realtà in modo organico, dal momento che tutto è in relazione. E la vita ci sfida a rispondere a due domande: perché la terra ha bisogno di noi? Dov’è tuo fratello? Sono questi gli interrogativi al centro della Lettera Enciclica Laudato si’. Sulla cura della casa comune con cui Papa Francesco si rivolge a tutte le persone che abitano il pianeta.

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L’IMMAGINE

Viandante sul mare di nebbia” è un dipinto ad olio del pittore romantico tedesco Caspar David Friedrich, realizzato nel 1818 e conservato alla Hamburger Kunsthalle di Amburgo. Al centro della composizione, in primo piano, un viandante solitario si staglia in controluce su un precipizio roccioso, dando la schiena all’osservatore. Ha i capelli scomposti dal vento, indossa una redingote scura secondo la moda del tempo, nella mano destra appoggiata al fianco impugna un bastone da passeggio. Ben poco si sa di quest’uomo. E’ l’emblema dell’umanità intera che contempla le forze della natura attraverso la visione e il pensiero. L’uomo osserva una valle arcaica piena di fascino in cui si muovono le forze contrastanti della natura avvolta nella nebbia. Sul fondo si rischiara un’apertura che prelude al desiderio di serenità.

L’opera irradia messaggi multiformi: il senso del sublime, il pensiero filosofico e religioso, le domande sull’origine e l’umiltà della scienza che tenta di rispondere, il simbolismo che evidenzia il messaggio, l’erranza dell’uomo in ricerca, la vitalità del creato, l’apertura della mente umana… Le riflessioni teologiche o filosofiche dell’Enciclica, ci aiutano a riflettere sulla situazione dell’umanità dentro i sentimenti  contrastanti di paura e speranza.

a cura di Sem Galimberti