Ci sarebbero molte cose da dire sulla cura che oggi riserviamo alla nostra casa comune, ancora di più ci avremmo da discutere su quella che non le riserviamo. Il tema dei cambiamenti climatici, della sostenibilità, degli sprechi e quant’altro è davvero una tematica ampia, citando Di Caprio (ambasciatore ONU contro i cambiamenti climatici) il tema dell’inquinamento, con tutto ciò che ne consegue, è “una tematica sconfinata”, troppo vasta per pensare di approciarvisi con un’ assetto tradizionale; è proprio nello stile di approccio che dobbiamo (eh si, è un dovere) cominciare a mettere in atto quello che Papa Francesco ci consegna nella “Laudato si’”: per comprendere al meglio la gravità del problema (e quindi per comprenderlo veramente), bisogna approcciarsi a esso con una visione integrale ed integrata, che tenga conto di tutti gli aspetti della questione, ma soprattutto che tenga conto del fatto che tutto è collegato, che una cosa deriva dall’altra e al contempo ne è parte integrante; è questo, a mio avviso, il più grande insegnamento che il Pontefice ci dona nell’Enciclica.

La mostra “Sulla cura della Casa Comune” proposta e studiata dall’ufficio Pastorale Sociale della diocesi di Bergamo, raccoglie questa sfida: riconoscere che c’è un problema, e cercare, nel modo che sia il più chiaro possibile, di darne una visione non completa (sarebbe impossibile) ma poliedrica, mostrando così le diverse facce con cui esso si manifesta. Ne scopriremo sempre nuove di facce, la mostra è solo l’inizio di uno studio al quale è doveroso approcciarsi con un’ottica processuale (quindi sempre pronta a sconvolgimenti e miglioramenti) che tenga conto della vastità del fenomeno e della sua proporzionale rilevanza.

Un’aria nuova si respira, questo è da dire, sembriamo essere usciti da quell’”Indifferenza globalizzata” che ci aveva soggiogato rendendoci inattivi per comodità; ora il tema dei cambiamenti climatici è molto discusso, suscita molto interesse, ma non sarà mai abbastanza, è tempo di agire. Spetta a noi agire, non è questo il luogo per fare appello alla politica perchè adotti un’ottica integrata nelle sue decisioni, dobbiamo rivolgerci innanzitutto a noi stessi, diventare noi elemento attivo del cambiamento, migliorando le nostre abitudini, i nostri acquisti, non spegnendo mai quella fiamma d’indignazione che per i più si è accesa solo negli ultimi anni. Come dice il Papa nell’ enciclica “questo sistema uccide” ma questo sistema non è fatto altro che da persone, sta a noi cambiare le cose, bisogna smetterla di imputare sempre la colpa a entità astratte come “la politica” o “il sistema”, dobbiamo prenderci le nostre responsabilità di abitanti e di ospiti del pianeta e non rimane tanto tempo per farlo.

A sostegno della mostra, l’Ufficio ha stilato un libretto nella quale sono racchiuse tutte le informazioni principali riguardanti le tematiche trattate.

11 pannelli per 10 tematiche (nella fattispecie: acqua, bio-diversità, inequità planetaria, cambiamenti climatici, ecologia integrale, rifiuti e scarti, profughi climatici, perchè preoccuparsi, buone prassi, sistema agricolo), ogni pannello ha dimensioni di un metro in larghezza e due in altezza, accompagnati e sorretti da apposita struttura, tutto messo a disposizione gratuitamente.

La mostra ha girato molti oratori, istituti comprensivi, comuni e circoli Acli della bergamasca. Per portarla nella tua realtà contatta l’ufficio diocesano.