#MemoriaCivile  L’intento di questa rubrica è recuperare, attraverso la memoria civile, una dimensione politica di impegno e di cittadinanza. Conoscere e approfondire alcune delle vicende che hanno attraversato in questi anni la storia del nostro Paese e dell’Europa per ripensare il presente. Trasmettere soprattutto ai giovani, anche attraverso la complessità di una storia non ancora rielaborata, la consapevolezza di come la conoscenza possa essere lo strumento per confrontarsi con la realtà.

L’uomo del dialogo e della ragione

L’immagine di Aldo Moro si frantumò, e in parte si disperse, nelle drammatiche vicende degli anni Settanta e per molti anni è rimasta pressoché inaccessibile, schiacciata dal peso della violenza che si abbatté su di lui.

Solo negli ultimi tempi è stata diffusamente avvertita la necessità di tornare a rivisitare quella figura. Decine di giovani studiosi hanno ripreso ad arare gli archivi alla ricerca di verità più profonde, in grado di spiegare un presente non privo di inquietudini, e Aldo Moro ha ricominciato a vivere, almeno nelle pagine di libri, come un riferimento essenziale del nostro recente passato.

Dal 1959, anno in cui divenne segretario della Democrazia cristiana, al 1978 Moro fu il più importante uomo politico italiano. Presidente del Consiglio e ministro degli Esteri, rappresentò il paese nel mondo; ma soprattutto fu colui che maggiormente contribuì a dare forma al conflitto politico, comprendendone le ragioni profonde e prevedendone le soluzioni.

Mite e duttile nelle modalità d’incontro, ma altresì coerente nei ragionamenti e tenace nelle convinzioni, Moro fu anche altro: un intellettuale, un giurista, un credente, un fine interprete delle tensioni e delle passioni del suo tempo, un uomo del dialogo e della ragione.

Il caso Moro

Per caso Moro si intende l’insieme delle vicende relative all’agguato, al sequestro, alla prigionia e all’uccisione di Aldo Moro, nonché alle ipotesi sull’intera vicenda e alle ricostruzioni degli eventi, spesso discordanti fra loro.

La mattina del 16 marzo 1978, giorno in cui il nuovo governo guidato da Giulio Andreotti stava per essere presentato in Parlamento per ottenere la fiducia, l’auto che trasportava Aldo Moro dalla sua abitazione alla Camera dei deputati, fu intercettata e bloccata in via Mario Fani a Roma da un nucleo armato delle Brigate Rosse.

In pochi secondi, sparando con armi automatiche, i brigatisti rossi uccisero i due carabinieri a bordo dell’auto di Moro (Oreste Leonardi e Domenico Ricci), i tre poliziotti che viaggiavano sull’auto di scorta (Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi) e sequestrarono il presidente della DC.

Dopo una prigionia di 55 giorni, durante la quale Moro fu sottoposto a un processo politico da parte del cosiddetto «tribunale del popolo» istituito dalle stesse Brigate Rosse e dopo che queste ultime avevano chiesto invano uno scambio di prigionieri con lo Stato italiano, Moro fu ucciso.

Il suo cadavere fu ritrovato a Roma il 9 maggio, nel bagagliaio di una Renault 4 rossa parcheggiata in via Caetani. una traversa di via delle botteghe oscure, distante circa 150 metri sia dalla sede nazionale del partito comunista italiano che da piazza del Gesù, sede nazionale della Democrazia Cristiana.

MATERIALE DI APPROFONDIMENTO

Articoli: 
Aldo Moro, tutto quello che non torna, Linkiesta
40 anni fa l’omicidio di Moro, Avvenire

Documentari:
Il caso moro, Rai Play (raccoglie programmi televisivi di approfondimento, ricostruzioni, interviste, edizioni straordinarie dei telegiornali, riflessioni e analisi sul rapimento e l’assassinio di Aldo Moro)
La notte della Repubblica – Il caso Moro di Sergio Zavoli, Rai Play

Mostra fotografica:
Immagini di una vita, una mostra per Aldo Moro

Documenti di approfondimento:
Aldo Moro, Web Doc Rai Cultura

Libri:
Lettere dalla prigionia di Aldo Moro
Topografia del caso Moro di Roberto Fagiolo
Un atomo di verità di Marco Damilano

Film:
Buongiorno, notte di Marco Bellocchio su Rai Play

Il podcast:
Aldo Moro a cura del programma Mangia fuoco sono io, Rai Play