di Francesco Potenza
Imprenditore nel settore delle pulizie (Essenza Servizi Srl)
7 maggio 2020

Sono Francesco, Un piccolo imprenditore di 29 anni di Boltiere. La mia attività si occupa per lo più di pulizie, civili ed industriali. Siamo nati nel 2015 e da impresa individuale dopo 4 anni ci siamo trasformati in Srl da circa un anno. Siamo una bella squadra di 10/15 persone (a seconda dei periodi), abbiamo costruito io e mia mamma da zero un bel team omogeneo e molto professionale. Ora arriviamo al succo della questione, il covid-19.

Il coronavirus sta mettendo a dura prova tutti non solo le famiglie ma anche gli imprenditori, nel nostro settore c’è stata un’esplosione di richieste che prima sembravano impensabili, una rivincita per noi del settore delle pulizie molto spesso considerati l’ultima ruota del carro, ma che adesso tutti ricercano. Abbiamo patito un po’ le chiusure delle varie aziende e soprattutto il settore degli appartamenti ad affitto breve su Milano (tutti chiusi).

Il famigerato smartworking o telelavoro era già una nostra prerogativa in quanto non essendo una grande realtà non ci potevamo permettere un ufficio. L’obiettivo è sempre stato quello di garantire lo stipendio ai nostri dipendenti cosa che per fortuna fino ad ora siamo riusciti a fare, mi rendo conto e capisco molte realtà che fanno fatica a ripartire e da questo punto di vista lo stato non è proprio di grande aiuto, basti pensare ai noti 600€ per gli imprenditori che nel nostro caso non sono ancora pervenuti.

Nonostante questi piccoli intoppi il nostro lavoro ci piace, ci piace poter contribuire alla felicità delle persone e garantirgli uno stipendio ogni mese puntualmente è anche, in parte, garantirgli la felicità. Le responsabilità sono molte, ma era in preventivo quando abbiamo intrapreso questo percorso; infatti, non abbiamo orari né giorni di riposo (neanche il weekend) però possiamo autogestirci e gestire 15 persone è difficile e appagante allo stesso tempo.

Mi è stato chiesto cosa mi aspetto dal mondo del lavoro post-coronavirus, innanzitutto parlando del nostro settore mi auguro ci sia una maggior tutela e consapevolezza che quello che facciamo non è marginale ma essenziale per la convivenza in un ambiente sano e pulito, anche se so che è una frase che si sente dire in continuazione ma spero che lo stato aiuti tutte quelle persone che fanno fatica a pagare i vari F24, IVA, Irpef e così via perché solo così il paese può ripartire.

Infine vorrei fare 3 considerazioni relative alla pandemia che ci ha colpito e al domani che ci aspetta. La prima, parlando puramente in maniera professionale, è che le aziende debbano adoperarsi a stipulare contratti/appalti di pulizia regolari e non continuare a tirare al ribasso con le ore o i prezzi, solo così si possono avere le condizioni igienico-sanitarie necessarie per non dover incombere in futuro ad una seconda ondata. La seconda riguarda l’aspetto del telelavoro o smarkworking: abbiamo appurato che è utile, facile da sviluppare e molto comodo. Come detto prima noi lo facevamo prima della pandemia, ora molte aziende possono adoperarsi per far sì che questo diventi sistematico, magari avendo l’obbligo di presenza una/due volte alla settimana. Così facendo riduciamo stress, inquinamento e traffico, inoltre senza un capo che ti “sta addosso” è probabile che il rendimento di un dipendente aumenti, di conseguenza anche la qualità del lavoro aumenterà ed i beneficeranno entrambe le parti, dipendente ed imprenditore.

Ultimo punto è “come può aiutare lo stato in questo momento di difficolta?” Dal punto di vista imprenditoriale a mio modo di vedere per le aziende, liberi professionisti o piccoli imprenditori, lo stato dovrebbe nel limite del possibile, se non annullare almeno dimezzare le “tasse” dell’anno in corso, almeno fino al 31/12 in modo da poter rimettere in moto lo Stato in maniera “sostanziale”. Qualora non vi sia la possibilità di sospendere le tasse, settori come il turismo andranno incontro ad una stagione di guadagni dimezzati e in alcuni casi anche azzerati e in questo caso servirebbero dei finanziamenti a fondo perduto per far sì che le partite IVA possano ripartire, se ripartiranno, per il 2021 senza una spada di Damocle sulla testa.