#MemoriaCivile  L’intento di questa rubrica è recuperare, attraverso la memoria civile, una dimensione politica di impegno e di cittadinanza. Conoscere e approfondire alcune delle vicende che hanno attraversato in questi anni la storia del nostro Paese e dell’Europa per ripensare il presente. Trasmettere soprattutto ai giovani, anche attraverso la complessità di una storia non ancora rielaborata, la consapevolezza di come la conoscenza possa essere lo strumento per confrontarsi con la realtà.

Gino Bartali, il campione che salvò gli ebrei

Gino Bartali, ciclista italiano considerato tra i migliori di sempre, era nato il 18 luglio 1914 e morì il 5 maggio 2000. È ricordato per aver vinto tre Giri d’Italia e due Tour de France tra gli anni Trenta e Cinquanta e per la sua storica rivalità sportiva con Fausto Coppi. Ottenne una grandissima notorietà soprattutto dopo la Seconda guerra mondiale, proprio grazie alla rivalità con Coppi – molto raccontata, spesso esagerata – e alla mitica vittoria del Tour nel 1948, quando aveva quasi 34 anni. Ma è anche stato un personaggio importante per la storia italiana e un «Giusto tra le Nazioni».

Non era un segreto che Bartali non fosse entusiasta dell’ascesa del Partito Fascista in Italia. Rifiutò, infatti, di dedicare a Mussolini la sua vittoria al Tour del 1938, nonostante l’insistenza dei fascisti. Scelse, invece, di insultare gravemente il duce, portando i fiori destinati al vincitore del Tour in una chiesa. Aveva tutto da perdere, ma non esitò nemmeno un secondo alla richiesta del cardinale di Firenze, l’arcivescovo Elia Dalla Costa, di unirsi a una rete segreta che offriva un passaggio sicuro agli Ebrei e alle altre persone in pericolo. Il movimento di resistenza DELASEM trovò per lui un ruolo perfetto. Fingendo di allenarsi, diventò un corriere: Bartali trasportava fotografie e documenti d’identità contraffatti dentro e fuori da una stamperia segreta. Quando fu fermato dalle autorità collaborò, ma chiese ai soldati di non toccare la sua bicicletta perché era stata “creata per raggiungere la massima velocità possibile”. Raccontò, successivamente, che i documenti erano nascosti all’interno del telaio e del manubrio della bicicletta. Nel 2006, il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi gli conferì la medaglia d’oro al merito civile per aver salvato «circa 800 cittadini ebrei».

MATERIALE DI APPROFONDIMENTO

Articoli: 
Vent’anni senza Gino Bartali, La Repubblica
Caro nonno ti scrivo, di Lisa Bartali per Biclettami.it

Progetti:
Operazione Bartali, una piccola rivoluzione, Biciclettami.it

Per fare memoria:
La fondazione Gino Bartali

Canzoni:
Bartali, di Paolo Conte

Serie TV:
Bartali, l’intramontabile, di Alberto Negrin (disponibile su RaiPlay)

Podcast:
La storia di Gino Bartali, I Lunatici – RaiPlay Radio