di Valentina Fumagalli
Conduttrice SeilaTv
4 maggio 2020

L A V O R O”, sostantivo maschile che indica l’applicazione di un’energia.

<<Nulla di difficile>> penso, mentre comincio a digitare sullo schermo dello Smartphone i pensieri che da due mesi (o forse qualcuno di più) invadono la mia testolina. Sono in modalità “Aereo” e nessuna videochiamata, conferenza improvvisa, o notifica social può disturbare il mio attimo poetico, discutibile, ma pur sempre un’esplosione di energia, la stessa che metto nel fare quello che risceglierei altre mille volte: il mio lavoro.

Non sono la persona più adatta, qualificata, con titoli e benemeriti, per descrivere il “Mondo del Lavoro” ma sono un’osservatrice, ho imparato ad esserlo. E questo basta per scrutare cosa accade attorno ed accorgersi che “se un sogno ha tanti ostacoli, è quello giusto”. Ovviamente è una citazione rubata, ma che racchiude un grande significato! Oggi, come ieri, per noi Giovani del 2020 (alla faccia dell’anno bisesto-funesto!) nulla è regalato.
Oggi, come ieri, ci vuole determinazione, competenza e… sì, fortuna. Oggi, come ieri, non basta essere bravi, bisogna avere fame. E se avremo fame… nessun evento, avversità, parere, consiglio, rifiuto, potrà distrarci dal nostro obiettivo. Attenzione però, è scientificamente provato oggi, come ieri, che stare comodi sul divano a sognare e sperare allontana dal bersaglio!

I tempi sono cambiati, il mondo è cambiato, le famiglie e la vita sono cambiate, ma oggi abbiamo delle grandi possibilità: dobbiamo solo assumerne la consapevolezza. Pensate al mondo della rete, alla tecnologia; se una Pandemia, come quella che ci ha colpito, fosse scoppiata soltanto qualche decina di anni fa, non avremmo potuto scambiare chiacchierate online con parenti ed amici, non ci sarebbe stata la possibilità di sentirci meno soli e per alcuni non sarebbe stato possibile lavorare.

La mia quotidianità, innegabile, è stata stravolta, dal Covid19, come d’altra parte quella di tutti. Non ho più potuto andare dai nonni a pranzo, ho rinunciato agli aperitivi con le amiche, a qualche sudata in palestra, ad una semplice passeggiata all’aria aperta, ma, mentre scrivo, mi rendo conto di aver trovato un’alternativa ad ognuna di queste azioni, grazie all’ausilio dei potenti mezzi.
Ma veniamo alla questione “lavoro”; anche nel mio mestiere di autrice, redattrice, conduttrice televisiva, sono riuscita a mettere in atto il PIANO B. E se all’inizio ero tesa, preoccupata, nervosa per via del “cambiamento” (una parola che mi ha sempre spaventata), devo ammettere che ho imparato ad adeguarmi, a costruire con gli strumenti a mia disposizione. Ecco che allora i servizi esterni hanno lasciato spazio a delle comode videocall, i talk pomeridiani con tante persone che andavano e venivano dai nostri studi si sono trasformati in piacevoli aperitivi, merende, chiacchierate a distanza. Volete sapere il risultato? Che figata! Con gli ospiti da casa sono riuscita addirittura ad instaurare contatti più intimi, personali, a far raccontare loro la normalità, a scardinare i “dogmi” televisivi “pettinati”.

Ho sofferto tanto all’inizio della Quarantena, rivolevo la mia vita. Oggi, 4 maggio, ho capito che la vita è sempre stata la mia, la stessa, ma è cambiato il mio modo di approcciarmi a quello che è sempre stato lì, davanti ai miei occhi.

Siate sognatori, immaginate di volare in alto, ma con i piedi ben salti al terreno.