Restare a casa in questo tempo sospeso non è semplice. La lettura può tenerci compagnia e farci riflettere.


Resto qui
Marco Balzano

« – Perché vuoi stare qui se rimarremo senza lavoro, se non potremo più parlare tedesco, se distruggeranno il paese? – Perché qui ci sono nato, Trina. Ci sono nati mio padre e mia madre, ci sei nata tu, ci sono nati i miei figli. Se ce ne andremo avranno vinto loro. »

Marco Balzano, con una scrittura lineare e rispettosa, non racconta solo una storia legata al piccolo paese di Curon e alla sua diga. Narra di guerra e diserzione; di persecuzione e oppressione; di lingue diverse: tedesco e italiano che diventano marchi di razza, muri che si alzano inesorabilmente che sfociano in vere dichiarazioni di guerra. Parla di coraggio; di abbandoni e di ritorni; di amore per la propria terra; dell’importanza e dell’impotenza delle parole; della gente che ha lottato per non farsi derubare i giorni dai troppi pensieri. Resto qui, invita a lottare per vivere e non solo sopravvivere e riesce nell’intento di farci sentire più umani.


La felicità di lavarsi le mani
Joseph Zoderer

« Là dove ora ero di casa e dove però non ero mai stato prima »

Con una scrittura asciutta e pulita, Zoderer descrive la solitudine di un ragazzo austriaco costretto a stare in un collegio lontano da casa. In questo luogo non c’è spazio per i sentimenti, ma solo per le regole e un forte senso del peccato. Sono i giorni sempre uguali nella casa della regola, fusi in una massa unica, nel silenzio obbligato, con un senso di freddo e di estraneità, ma il ragazzo sembra essere comunque contento nonostante si senta diverso dagli altri: “Ero il più piccolo e avevo i capelli lunghi. E inoltre ero l’unico straniero. Dovevo avere un odore diverso”.


Eva dorme
Francesca Melandri

“E ora sto abbracciando mia mamma perché nulla e nessuno ci può risarcire di ciò che abbiamo perduto, neppure coloro che sono colpevoli di quelle perdite, né quelli che direttamente o meno ne sono stati l’origine o la causa, e alla fine, quando tutti i calcoli sono stati fatti, e i crediti e i debiti e tutta la partita doppia delle colpe e dei risentimenti è ordinata e precisa, l’unica cosa che conta è questo: che ci possiamo ancora abbracciare, senza sprecare nemmeno per un istante la straordinaria fortuna di essere vivi.”

Tutto il romanzo di Francesca Melandri ruota intorno alla ricerca del legame primigenio con una patria, una patria-casa e una patria-madre, di un’identità smarrita con la Storia e faticosamente riconquistata in modo diverso attraverso le tante storie individuali. Un romanzo ricco di luoghi custoditi nella memoria e di memorie custodite dei luoghi; denso di sapori, profumi, suggestioni, di sensazioni immediate, taglienti e penetranti, calde ed intense come i sentimenti.