Una trilogia per la Pasqua

Ci viene chiesto di “restare a casa”, necessariamente reclusi dentro le nostre mura domestiche. Possiamo sfruttare questo tempo come occasione buona per “andare oltre”. Abbiamo scelto tre pellicole, molto diverse tra loro, che ci possano accompagnare in questi giorni verso la Pasqua.


“Il Vangelo secondo Matteo”
di Pier Paolo Pasolini

Produzione: Italia/Francia
Anno: 1964
Durata: 137’
Genere: religioso
Note: dedicato “alla cara, lieta, familiare memoria di Giovanni XXIII”

Trama
Seguendo fedelmente il Vangelo di Matteo, il film narra la vita di Gesù Cristo dall’Annunciazione alla Vergine Maria al matrimonio di Lei con Giuseppe, dalla nascita di Gesù alla strage degli Innocenti. Divenuto adulto, Gesù, nel deserto, affronta le tentazioni e dopo 40 giorni percorre la Palestina per predicare la Buona Novella, seguito dagli Apostoli. La Sua presenza fra gli uomini è segnata dai miracoli, dal Sermone della Montagna, dal tradimento di Giuda Iscariota, fino al momento in cui, processato da Pilato, viene condannato alla crocefissione.

Perché vederlo
L’autore sceglie la rivoluzionaria, eterna bellezza delle parole del Vangelo, chiamando come complici amici, parenti e intellettuali e offrendo, preveggente autobiografia, all’amata madre il ruolo della sofferente Madonna. Questo Vangelo è figlio di un’epoca, dedicato alla lieta memoria di Giovanni XXIII, contro cui gioca l’integralista film americano. Stupisce ancora la semplice violenza del messaggio, la religione passata al vaglio marxista che non perde fiducia negli uomini. Pasolini porta in dote la profondità interiore cui arriva la cinepresa se materialmente in mano a un poeta che tramanda voglia di pace e di spada. (Maurizio Porro, ‘Corriere della Sera’)

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“Jesus Christ Superstar”
di Norman Jewison


Produzione: Stati Uniti
Anno: 1973
Durata: 118′
Genere: musical

Trama
Narrativamente basato sugli episodi evangelici della Passione di Cristo, introdotti dal risentimento di Giuda per il presunto sperpero operato dalla Maddalena che profonde nardo prezioso su Gesù. I principali sono: l’entrata trionfale in Gerusalemme, la cacciata dei profanatori dal tempio, la congiura dei Sommi Sacerdoti, l’ultima cena, il tradimento di Giuda, lo spergiuro di Pietro, il Signore giudicato presso il Sinedrio, Pilato condotto davanti a Erode, la Crocifissione.

Perché vederlo
Nato come album e poi come musical, di successo immediato e planetario, racconta le vicende che caratterizzarono gli ultimi sette giorni della vita di Gesù Cristo, dal suo ingresso in Gerusalemme fino alla Crocifissione. In esso vi dominano tre figure: Gesù Cristo, che sembra una star del rock ormai in declino e abbandonata dai suoi stessi seguaci, Maria Maddalena, attraente e ambigua, e infine Giuda, il traditore, qui rappresentato come una sorta di vittima costretto suo malgrado a portare fino in fondo il tradimento del suo maestro. Norman Jewison iniziò a girare in Israele il film, per cui erano stati stanziati ben 3,6 milioni di dollari. (Mymovies)

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“L’ultima tentazione di Cristo”
di Martin Scorsese

Produzione: Stati Uniti
Anno: 1988
Durata: 164′
Genere: religioso

Trama
Il falegname Gesù vive un’esistenza tormentata e incerta, in bilico fra i sogni e le visioni che gli suggeriscono di essere il figlio di Dio, mandato per salvare l’umanità dalla dannazione, e il suo desiderio di poter assaporare una vita normale, preclusa a una figura di tale importanza. Dopo essersi confrontato con Maria Maddalena, prostituta da lui rifiutata in passato, e con Giuda Iscariota, il più importante fra i suoi discepoli, Gesù decide prima di incontrare Giovanni Battista, una sorta di santone particolarmente infervorato e teatrale, e in seguito di isolarsi nel deserto, dove la sua fede viene messa alla prova da diverse incarnazioni di Satana. Tornato da questo percorso fisico e spirituale, Gesù comincia a predicare la sua parola e a compiere miracoli, finendo però per essere accusato di bestemmia e condannato a morte per crocifissione da Ponzio Pilato.

Perché vederlo
La pellicola è il riconoscimento del palese innesto del libero arbitrio in Cristo, accezione lapalissiana se ne riconosciamo la duplice natura umana e divina. Nella dissonanza cognitiva vissuta dal Cristo di Scorsese nella visione onirica di come sarebbe stata la sua vita se avesse abdicato ad essere il Figlio di Dio (e avesse abbracciato quanto era di più naturale per la sua intima pulsione umana) vi è la piena affermazione della sua divinità poiché nel momento della prova suprema lui trionfa sulla carne nonostante la palpabilità delle fascinose voluttà dell’appagamento terreno, riconciliandosi definitivamente con la sua missione e conseguendo la vittoria.(Annarita Mazzucca, ‘Mymovies’)

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