di Annalisa Camilli
Internazionale.it
25 marzo 2020

Vincenzo Leone è il terzo medico di base a morire di questa malattia nella provincia più colpita d’Italia, seconda solo alla città cinese di Wuhan per numero di morti e contagiati. “Si è sempre battuto per garantire a noi medici migliori qualità di lavoro e di vita”, ha detto all’Eco di Bergamo Marco Agazzi, un altro medico, presidente della sezione locale del Sindacato nazionale autonomo dei medici italiani (Snami), di cui Leone era vicepresidente.”Vincenzo era un grande lavoratore, oltre che un bravo medico. Noi medici ci troviamo a lavorare in una difficoltà estrema, chiusi negli ambulatori ormai vuoti a dover gestire i pazienti telefonicamente o recandoci al domicilio col rischio di essere contagiati. Ci hanno mandato a combattere questo virus da soli e con dispositivi di protezione inadeguati”, ha concluso Agazzi.

Il contagio massiccio del personale sanitario, la rapidità della diffusione della malattia, la sua letalità più alta che in altre zone e le difficoltà del sistema ospedaliero sono tra gli elementi più eclatanti di questa vicenda, ma non sono gli unici. Mentre è stato proclamato uno sciopero generale dei metalmeccanici lombardi il 25 marzo, in molti si chiedono come mai si sia tardato tanto a chiudere le attività produttive in una zona così colpita dall’emergenza sanitaria.

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