di Sergio Harari
Il Corriere della Sera
23 marzo 2020

In tanti anni di ospedale non mi era mai capitato di vedere lavorare così in sinergia medici, infermieri, tecnici di ogni tipo, operatori sanitari. Lo slancio di generosità al quale stiamo assistendo è commovente. Non era per nulla scontata questa risposta di persone che mettono a rischio la propria vita e quella dei loro cari per assistere più gente possibile. Escono dalle aree Covid-19 (quelle dove vengono ricoverati i malati infetti) stravolti, con il viso segnato dalle maschere e dagli occhiali di protezione ma non si lamentano, sono solo emotivamente provati per quello che vedono, per la frustrazione di non potere fare di più. Abbiamo scelto di svolgere una professione di aiuto per assistere e curare gli altri, non riuscire a farlo per tutti è disarmante. Siamo abituati a non potere sempre guarire, conosciamo bene i limiti della medicina, ma è drammatico vedere concittadini che fino a ieri stavano bene diventare improvvisamente malati gravissimi. Per non parlare della tragedia dei grandi anziani.

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