di Domenico Pedroni
generatività.it
19 marzo 2020

Tutti noi abbiamo sempre giustamente pensato che nella vita esistevano tre tempi: il tempo passato, il tempo presente ed il tempo futuro. Ecco in questi giorni, causa l’epidemia del “corona virus” abbiamo forzatamente imparato che esiste anche un tempo “sospeso”. Il tempo sospeso ci annebbia il tempo del passato, ci fa vivere con angoscia il tempo presente e non ci permette di avere lucidità sul tempo nel nostro futuro. Il tempo sospeso è il tempo della paura, dell’apprensione, dell’incapacità di riuscire a pensare progetti. Il tempo sospeso è il tempo del silenzio, è il tempo dove il silenzio è continuamente interrotto dalle sirene delle ambulanze. Il tempo sospeso è una situazione, a volte irreale, di ritrovarsi senza certezze, di vivere momenti di una vita senza sicurezze, senza appigli, come se vivessimo in una bolla d’aria gigantesca che ci crea ansia e paura. Nei momenti di silenzio assoluto, il suono delle sirene delle ambulanze, pur non essendoci, ritorna continuamente nella testa e risuona con ingombrante continuità. Il tempo sospeso ci ha sorpresi fragili ed insicuri, tutto l’opposto di prima dove ci sentivamo onnipotenti, capaci di fare e risolvere tutto.

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