di Pierluigi Battista
Corriere della Sera
22 marzo 2020

Dedicato a chi ci rimette di più ed è debole, e non dispone di una potente voce. Dedicato a chi è vecchio e solo, segregato. A chi è giovane e solo. A chi è solo. Dedicato a chi vive in un alveare di cinquanta metri quadri, in periferia, in quattro o più, senza balconcino. Dedicato agli autisti di metro e bus senza mascherine che guardano con terrore chi sale. Dedicato ai farmacisti, ai parafarmacisti, al personale delle farmacie con poche mascherine. Dedicato alle commesse dei supermercati con indosso sempre le stesse mascherine da settimane. Dedicato a chi va per strada per la nettezza urbana. Dedicato alle donne con i mariti violenti chiuse in casa. Dedicato a chi a casa ci resterà perché sarà disoccupato.

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