ECONOMIA E LAVORO

di Corrado Fontana
Valori – valori.it
Marzo 2020

Danni ad ampio spettro per il Coronavirus. Mentre l’epidemia si combatte con le misure di contenimento e nelle camere sterili degli ospedali, per scongiurare il danno sanitario, il contagio si propaga sotto altre forme. C’è la cooperativa che trasporta con i suoi pullman le scolaresche e i gruppi turistici orientali che sta perdendo 60mila euro al mese (metà del fatturato) e quella di giovani guide naturalistiche che ha azzerato escursioni e attività didattica per la seconda settimana. Oppure i due fisici padovani che raccontano le stelle ai bambini e stimano di rimetterci almeno 50mila euro, mentre la grande cooperativa milanese di servizi socio-sanitari non sa ancora se dovrà e potrà ricorrere alla cassa integrazione per i tanti interventi persi.

Con la chiusura di scuole e musei, con lo stop al turismo, alle gite e alla socialità, alle preoccupazioni per la salute delle persone si aggiunge quella per la solidità delle imprese e del lavoro. Una preoccupazione che si basa sui numeri dei soldi in cassa e delle ore di lavoro mancate. I piani di contenimento dell’epidemia da Covid-19 colpiscono tantissime realtà dell’economia sociale e del Terzo settore, a cominciare dalle cooperative sociali. Un patrimonio di imprese che è un enorme valore aggiunto per l’Italia: «a livello nazionale – ricorda Gianluca Salvatori, segretario generale dell’istituto Euricse – il settore dell’economia sociale in senso ampio ha un giro d’affari di circa 71 miliardi di euro, poco meno del 5% del Pil, ha un’occupazione pari circa all’8% degli occupati complessivi e al 17% di quelli del settore privato».

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