Tutto ciò che sta accadendo è qualcosa di veramente inedito. In questo tempo di pausa e riflessione, ma anche di ansia e preoccupazione, all’interno dei Comuni, le autorità non smettono di ripetere in diversi modi che per fronteggiare l’emergenza sanitaria causata dal diffondersi del virus Covid-19, cosiddetto “Coronavirus”, è necessario che la popolazione rimanga il più possibile nelle proprie abitazioni, uscendo solamente per lo stretto necessario.
Con queste necessarie e vitali restrizioni, tuttavia, le fasce della popolazione più delicate si trovano in grande difficoltà nel dover reperire in sicurezza alcuni beni di prima necessità. Per tale motivo in diverse località della nostra provincia e in coordinamento con i diversi Comuni, sono nati gruppi di giovani volontari a sostegno di queste situazioni, per dare una mano concretamente alle componenti più fragili delle rispettive comunità, nella forma più semplice, ma probabilmente più autentica, di solidarietà: l’attenzione nei confronti dell’altro.

Vogliamo quindi riportare due diversi modelli di organizzazione di tale servizio nella speranza di diffondere buone prassi e nuovi stimoli in tutta la provincia e di coinvolgere un maggior numero di soggetti e realtà che possano replicare modelli simili o aggiungerne di nuovi. Prima di introdurli è necessario precisare la necessità di attuare modelli simili in concerto con il Comune di riferimento, per evitare qualsiasi iniziativa personale e non coordinata che possa risultare tanto buona nei propositi quanto dannosa nelle azioni, soprattutto in termini di sicurezza.

MODELLO DIFFERENZIATO (BOLTIERE)
In questo modello la responsabilità è condivisa fra il Comune e chi assume la gestione del coordinamento dei volontari. Nel paese di Boltiere, così come in altri della nostra provincia, il gruppo di ragazzi “Boltiere In Progress” del circolo Acli locale gestiscono le operazioni facendo da collante tra amministrazione, esercizi e volontari. Una sorta di cabina di regia leggera, in cui la responsabilità e l’operatività è lasciata alle diverse ramificazioni (tra esercente e volontario).
Sono infatti partiti dalle richieste dei negozianti per sapere le esigenze concrete di ciascuno e, se possibile, soddisfarli al meglio. Dopodiché è stato predisposto un form per raccogliere le diverse iscrizione di tutte le ragazze e i ragazzi disponibili (arrivati oggi a più di 40). Infine, è stato fatto un incrocio tra domanda e offerta assegnando il volontario al rispettivo esercizio a seconda della compatibilità e della richiesta di risorse.
Sono oggi operativamente attivi diversi servizi a domicilio, fra i quali la consegna di pasti caldi agli anziani, la consegna dei farmaci e la consegna delle spese. Ciascun esercizio ha quindi la sua schiera di giovani che lo possono aiutare nei diversi bisogni e ciascun volontario ha come riferimento un unico negoziante, evitando così confusioni e migliorando l’efficacia del servizio offerto.

MODELLO ACCENTRATO (DALMINE)
L’approccio sperimentato a Dalmine ed in diverse altre realtà della provincia è basato sul coordinamento tra Servizi Sociali, Amministrazione e associazioni del territorio – tra cui i ragazzi del Circolo Acli di Dalmine. In particolare, l’attività dei volontari è coordinata dal Centro Volontariato Dalmine e dalla Consulta delle Associazioni.
È attivo un numero unico a cui rivolgersi. La linea viene gestita dai Servizi Sociali, che fanno da collettori delle richieste provenienti dalle situazioni di bisogno presenti sul territorio (anziani, persone sole, soggetti in quarantena e/o considerati a rischio). Tali richieste vengono smistate, di concerto con le associazioni citate in precedenza, e conseguentemente esaurite.
L’unità locale della CRI mette a disposizione materiale sanitario, il Comune ha acquistato le mascherine, gli Scout coordinano il recapito dei medicinali e via dicendo. Ognuno fa la propria parte e questa sinergia consente un approvvigionamento sicuro di pasti, spesa e medicinali (per la cittadinanza, ma anche per gli operatori della Croce Rossa impegnati nella sanificazione delle ambulanze, di stanza nell’area feste della città).