Provare sulla nostra stessa pelle – calpestando gli stessi sentieri, attraversando le stesse frontiere – quanto hanno vissuto e quanto tutt’ora vivono donne, uomini e bambini costretti a fuggire per fame,
per sopravvivenza, per costruirsi un futuro migliore (costretti a diventare illegali a causa di un sistema politico e giuridico che non riconosce il loro diritto di migrare)… questo è l’intento che anima l’esperienza di viaggio che proponiamo all’interno del percorso “Confini e sconfinamenti”.
Nello specifico ci recheremo anzitutto a Ventimiglia per attraversare fisicamente il confine italo-francese, ripercorrendo quello che è chiamato il “passo della morte”, luogo di transito per quelle migliaia di migranti che tentano di superare clandestinamente il confine tra Italia e Francia.
Succedeva nel passato, quando i migranti ‘clandestini’ eravamo noi italiani, succede adesso, dove la frontiera è terra di possibilità per i profughi africani. Avremo poi occasione di incontrare don Rito Alvarez, un prete colombiano che, nella zona di Ventimiglia, vive – tra le altre cose – il suo quotidiano impegno nell’offrire ospitalità, accoglienza e dignità ai profughi che altrimenti sarebbero costretti a pernottare per strada, sotto i ponti; nel 2012 ha deciso di aprire la chiesa chiamata “delle Gianchette” ai migranti, difenderli, cercare soluzioni ai bisogni (e diritti) primari.
Ne ha ospitati centinaia per quasi due anni, in attesa che lo Stato organizzasse un campo di accoglienza. Inoltre a Ventimiglia incontreremo altri tipi di esperienza che in forme diverse si impegnano sul tema dell’accoglienza. Nella seconda parte del viaggio ci sposteremo a Genova per visitare il museo delle migrazioni ed incontrare la testimonianza della comunità di San Benedetto al Porto, la ‘storica’ e preziosa realtà nata dalla intuizione profetica ed evangelica di don Andrea Gallo.

Il programma