da L’Eco di Bergamo di mercoledì 27 novembre 2019

Il Tribunale di Sorveglianza è un pianeta sconosciuto ai più: parliamo di un ufficio autonomo e specializzato, competente in via esclusiva a concedere, negare, revocare e gestire le misure alternative al carcere, che sono pene a tutti gli effetti. Un Tribunale spesso confuso, sbagliando, per dispensatore di un improponibile buonismo. E invece, Costituzione alla mano, è quel «ponte» indispensabile fra carcere e società che cerca di restituire il detenuto alla cittadinanza civile nel quadro della sicurezza collettiva. L’obiettivo quasi sempre riesce e i conti di varia natura, anche per la società, tornano.

“Il dato di conoscenza reale è fondamentale per vincere certi sentimenti di paura e perché i cittadini possano formarsi un pensiero critico”

L’intervista al magistrato Monica Lazzaroni, da sei anni presidente del Tribunale di Sorveglianza a Brescia