Forza Italia sta promuovendo una raccolta di firme per presentare una legge di modifica della Costituzione che stabilisca un tetto alla tassazione.

“Lo Stato non potrà mai – ha dichiarato Silvio Berlusconi – per nessuna ragione, imporre una tassazione superiore a un terzo della ricchezza totale prodotta nel Paese durante l’anno né a un singolo contribuente, persona fisica, famiglia o impresa, potrà chiedere più di un terzo dei suoi guadagni”.

Anzitutto, dobbiamo rilevare un problema di calcolo matematico. Da un lato si dichiara “un terzo”, ma in molti articoli promozionali si parla del 30%. La differenza tra non è banale. Dato che la recente Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza rileva che le entrate dello Stato nel 2018 sono state di 816 miliardi di euro con una pressione fiscale del 41,8%, la differenza tra 1/3 e il 30% ammonta a 65 miliardi di euro. Una cifra che corrisponde al costo annuale degli interessi sul debito pubblico e al doppio della manovra economica per il 2020. Quando si danno i numeri sarebbe opportuno essere più precisi.

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Rocco Artifoni è presidente nazionale dell’Associazione per la Riduzione del Debito Pubblico (www.ardep.it) e referente per la Lombardia dell’Associazione Art. 53 (www.articolo53.it).