Roma, 29 giugno

Le Acli esprimono il loro sostegno  e la loro solidarietà alla Capitana Carola  lasciata sola di fronte al proprio senso di responsabilità nel prendere una decisione che riguardava vite umane. Il valore della sua disobbedienza civile ci ricorda che le leggi non devono mai scavalcare l’umanità. Con il suo arresto Carola ha riscattato migliaia di migranti che cercano di raggiungere l’Europa nella speranza di un futuro migliore e invece spesso finiscono prigionieri nelle carceri libiche o muoiono nel Mediterraneo.

Il nostro Paese, che è la porta d’Europa, non può far finta di non vedere ciò che succede oltre i propri confini. La Libia non è un porto sicuro e per questo motivo è giustificato il gesto della Capitana della Sea Weatch che ha deciso di rivolgersi all’Italia piuttosto che portare i naufraghi nei lager libici.

Per mettere fine a questo nuovo olocausto le Acli invitano il Governo italiano e i governi europei ad aprire corridoi umanitari e passaggi sicuri che impediscano che per salvare delle vite umane si debba infrangere la legge.