TRA IL NULLA E L’INFINITO
Tre poeti italiani del Novecento 

Ogni poeta cerca la salvezza, e percorre un itinerario – non sempre felicemente concluso – dal nulla all’Infinito. Saba (1883-1957) cerca “l’infinito nell’umiltà”, come dice in “Città vecchia”:

in “un’oscura via di città vecchia
(tra) la gente che viene che va
dall’osteria alla casa o al lupanare,
dove son merci ed uomini il detrito
di un gran porto di mare,
io ritrovo, passando, l’infinito
nell’umiltà”.

In quelle “creature della vita e del dolore” Saba sente addirittura “agitarsi” il Signore. Qualcosa di simile lo si può trovare in Ungaretti (1888-1970), fante della prima guerra mondiale, che scriveva le sue poesie con mezzi di fortuna. Ne “I fiumi” passa in rassegna i luoghi della sua vita, condensati nell’immagine del fiume: il Serchio, il Nilo, la Senna; e infine l’Isonzo, che lo vede soldato:

“Questo è l’Isonzo
E qui meglio
Mi sono riconosciuto
Una docile fibra
dell’universo
Il mio supplizio
È quando
Non mi credo
In armonia”.

Di lui ricordiamo anche la stupenda invocazione a Cristo:

“Cristo, pensoso palpito,
Astro incarnato nell’umane tenebre …”
(“Mio fiume anche tu”).

Davvero singolare la vicenda di Clemente Rebora (1885-1957), poco conosciuto ma molto influente sui poeti posteriori: mazziniano da giovane, si converte, si potrebbe dire, dalla poesia alla fede e alla vocazione religiosa, diventa rosminiano, e ritorna alla poesia per obbedienza ai superiori, dandoci, talora, versi che per sincerità e potenza ricordano quelli di Dante.

PROGRAMMA

Giovedì 2 maggio 2019, ore 21.00
Fra Paolo Gerosa OP
“L’INFINITO NELL’UMILTÁ” Umberto Saba

Giovedì 9 maggio 2019, ore 21.00
Prof.ssa Paola Baioni dell’Università di Torino
“CERCO UN PAESE INNOCENTE” Giuseppe Ungaretti

Giovedì 16 maggio 2019, ore 21.00
Pigi Colognesi Giornalista e scrittore
“VIGILO L’ISTANTE CON IMMINENZA DI ATTESA” Clemente Rebora

 

CENTRO CULTURALE S. BARTOLOMEO – Largo Belotti, 1 – Bergamo – tel. 035 242705
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