Per la prima volta il campo di prigionia di Bergamo P.G. N° 62 apre le porte al pubblico.

Un percorso storico e artistico patrocinato da ANPI sezione “N. Betelli” Dalmine e ACLI provinciali di Bergamo

Sabato 13 aprile 2019
Via per Grumello, 61 – Bergamo
all’interno degli spazi Quid+

Dalle ore 9.00 alle ore 10.00
Presentazione e apertura del percorso

Dalle ore 10.30 alle ore 13.00
Entrata libera

Contenuti storici e interventi a cura di
Giorgio Marcandelli – Segretario ANPI Dalmine

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L’ANPI Provinciale e le ACLI Provinciali di Bergamo da tempo collaborano e promuovono iniziative legate all’anniversario delle Liberazione e sostengono che il 25 aprile non dovrebbe essere solo il momento della commemorazione e del ricordo dei partigiani, uomini e donne della Resistenza, che hanno combattuto per ridare all’Italia dignità, libertà e pace. Il 25 aprile dovrebbe essere anche quel momento dell’anno in cui riaffermare con forza dove affondano le radici del nostro stare insieme. Di fronte alle sfide e alle crisi del tempo presente, lo spirito del 25 aprile deve infondere e guidare le nostre azioni quotidiane, ogni giorno dell’anno. Anche quest’anno si è voluto dare voce ad iniziative possibilmente “nuove” nelle forme e nei linguaggi di celebrazione della memoria, per allargare ad un pubblico più ampio questa ricorrenza così significativa. Quest’anno tra le tante iniziative presenti sul territorio c’è anche quella di raccontare la storia del Campo di Prigionia n°62 della “Grumellina” proprio all’interno della struttura in collaborazione con Quid+.

Il campo per i prigionieri di guerra P.G. n° 62 venne istituito dal Ministero della Guerra attorno al maggio del 1941 nell’area dell’ex oleificio Caglioni, in località Grumello al Piano, a cavallo tra Bergamo e Lallio. Questo luogo aveva un’importanza strategica dal punto di vista logistico, determinata anche dalle sue dimensioni: poteva contenere, infatti, 3000 prigionieri di guerra, limite che fu quasi certamente superato come attestato da diverse documentazioni. I primi Internati del campo furono soprattutto slavi e vi giunsero a seguito della campagna nell’aprile 1941, che vide l’aggressione della Jugoslavia da parte di Italia e Germania. Poiché era stato cancellato lo Stato jugoslavo, questi prigionieri non potevano più essere tutelati dalla Convenzione di Ginevra.