Cos’è il populismo?
La questione è controversa. Di solito il populismo è descritto come un approccio strategico che considera la politica come una battaglia tra le masse “ordinarie” e virtuose e le élite malvagie e corrotte. Il discorso populista può essere utilizzato dai politici di destra o di sinistra e a volte anche da quelli che non appartengono a nessuno dei due schieramenti.

Alla base del populismo non c’è un’ideologia coerente né una posizione unica. Per dirla con le parole dello studioso Cas Mudde, il populismo è un’ideologia “liquida”, secondo cui la società è fondamentalmente separata in due categorie omogenee e antagonistiche, “il popolo puro” contro “l’élite corrotta”. Il populismo, continua Mudde, tende a sostenere che la politica dovrebbe essere l’espressione della volontà del popolo, mentre secondo altri presenta spesso una concezione “manichea” del mondo, separando nettamente la politica tra bene e male.

Per esempio, nel suo discorso inaugurale del gennaio 2017, l’arcipopulista Donald Trump dichiarava: “Per troppo tempo un piccolo gruppo di persone che vivono nella nostra capitale ha incassato i benefici dell’attività di governo, mentre la popolazione ne ha pagato i costi”.

Chi sono i populisti?
Il populismo è vecchio quanto la democrazia. I sofisti dell’età dell’oro di Atene se ne occuparono centinaia di anni prima che Giulio Cesare portasse il suo tocco populista nella repubblica romana. Dal diciannovesimo secolo gli istinti populisti sono emersi nelle rivolte a favore dei contadini alimentate dagli intellettuali russi negli anni sessanta dell’ottocento e nel movimento agricolo che vent’anni dopo, negli Stati Uniti, sfociò nel People’s party, il Partito del popolo.

Nella seconda metà del novecento, gli accademici hanno usato la parola “populismo” per descrivere movimenti diversi, dal peronismo in Argentina al maccartismo negli Stati Uniti, passando per il regime di Nasser in Egitto e dal movimento poujadista guidato da Pierre Poujade in Francia, negli anni cinquanta.

Considerato che così tanti politici di schieramenti diversi possono essere definiti populisti, c’è chi sostiene si tratti di un’espressione inutile. Nel ventunesimo secolo, però, la definizione è tornata in voga con l’ascesa dei populisti di destra e sinistra.

 

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