Dopo L’anteprima organizzata in occasione della giornata dei diritti umani con il  “Coordinamento provinciale bergamasco enti locali per la pace e diritti umani” e la “Rete della Pace di Bergamo”, arriva in sala in Prima visione da giovedì 10 a lunedì 14 gennaio presso Cinema Conca Verde

LA NOTTE DEI 12 ANNI  di Álvaro Brechner,

con Antonio de la Torre, Chino Darín, Alfonso Tort,  Francia, Argentina, Spagna, 2018, 123’

Presentato con grande consenso di critica e pubblico all’ultima  Mostra del Cinema di Venezia, “La noche de 12 años” (è il titolo originale) racconta la storia vera di José “Pepe” Mujica, Mauricio Rosencof e Fernández Huidobro, tre delle figure più importanti dell’Uruguay degli ultimi anni, seguendo come avvenne la loro lunga prigionia ai tempi della dittatura.

Cinema Conca Verde
Giovedì 10 Gennaio, ore 21.00
Venerdì 11 Gennaio, ore 18.30 – 21.00
Sabato 12 Gennaio, ore 18.45- 21.15
Domenica 13 Gennaio, ore 15.00 – 17.45 – 20.45
Lunedì 14 Gennaio, ore 21.00

 
Uno dei tanti aspetti che fanno di 12 ANNI un film intenso e coinvolgente e soprattutto potentissimo per parlare dei diritti, è la capacità sia di raccontare nel dettaglio l’incredibile prigionia dei protagonisti, sia di rimanere al tempo stesso fortemente umano, grazie a una profonda introspezione nell’animo dei protagonisti.
Il rancore per questa triste pagina della storia dell’Uruguay si unisce alla forza del racconto e delle immagini, dando addirittura spazio a una dose di humour. Una varietà di stili e atmosfere che aiuta a calarci nella tormentata psiche dei protagonisti, per i quali anche la più semplice e insignificante delle circostanze diventa una possibilità di riassaporare l’esistenza perduta.

I diritti violati per lunghi anni nella vicenda di queste persone, non sono soltanto spunto di denuncia e ricostruzione storica, ma profonda provocazione e riscoperta di ciò che rende umano l’uomo di ogni tempo, la salvaguardia appunto dei suoi diritti.

Nel settembre 1973, in piena dittatura militare dell’Uruguay, in cui alcuni dei più elementari diritti umani (come la libertà di pensiero), i cosiddetti tupamaros, ovvero i membri del Movimento di Liberazione nazionale, sono stati sconfitti e imprigionati dalla dittatura. Alcuni di loro vengono estratti dalle loro celle e inseriti in un programma militare volto a distruggerli anche psicologicamente. Una prigionia durata appunto 12 anni, che il film racconta soffermandosi sulla vera storia di queste tre celebri persone, ovvero l’ex Presidente dell’Uruguay José “Pepe” Mujica (Antonio de la Torre), lo scrittore Mauricio Rosencof (Chino Darín) e l’ex Ministro della difesa Eleuterio Fernández Huidobro (Alfonso Tort).

12 anni è in perfetto equilibrio fra dramma carcerario, ricostruzione storica e un appassionante messaggio di speranza.  A completare il successo di una pellicola che rimane incollata addosso per giorni e che non a caso è stata accolta con uno dei più sentiti applausi di quest’edizione della Mostra sono un comparto sonoro di alto livello, ma soprattutto le intense performance dei tre protagonisti.
12 anni si scava lentamente una strada nel cuore dello spettatore, in un riuscito intreccio fra dramma carcerario, ricostruzione storica e un messaggio di incrollabile speranza, che ci ricorda dell’importanza di non lasciarsi mai andare e di non smettere mai di sperare, seguendo quella flebile luce che ci può portare via dalle più atroci difficoltà o dalle fredde mura di una cella, verso una vita diversa ancora da scrivere.