“Global Compact occasione da non perdere per tutelare i deboli”: l’appello della Croce Rossa

«Il mondo sta abbandonando i bambini migranti» denuncia l’Ifcr nel suo ultimo report, che registra trecentomila i minori non accompagnati solo nel 2017. Moltissimi sono vittime di violenza e abusi. E invita i governi del mondo a firmare l’accordo di New York sulle migrazioni

di Federico Marconi per L’Espresso

«Il mondo sta abbandonando i bambini migranti». È la denuncia della Federazione internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFCR) messa nero su bianco nel report “Alone and unsafe”, presentato questa mattina a Ginevra.

«Il numero dei ragazzi che migrano senza le loro famiglie è cresciuto in maniera tanto notevole quanto allarmante nell’ultimo decennio. Non possiamo accettare la tragedia di questi bambini, che sono facile preda di abusatori, sfruttatori e trafficanti. È nostro dovere proteggerli» commenta Francesco Rocca, presidente dell’IFCR.
I minori non accompagnati nel 2017 sono stati 300mila, un numero cinque volte superiore a quello del 2012. Un dato parziale: le statistiche non sono precise per via delle lacune nelle registrazioni dei migranti in molti dei paesi di arrivo. Per questo, sostiene l’IFCR, il numero di bambini migranti «potrebbe essere oggi molto più alto».

«Ogni giorno migliaia di bambini in viaggio corrono il rischio di abusi sessuali e violenze di genere lungo le rotte migratorie» evidenzia IFCR. Per questo lo scopo della ricerca è quello di sensibilizzare i governi e le organizzazioni che operano sul campo. Tante sono le proposte per migliorare l’assistenza ai migranti e, in particolare, ai minori non accompagnati: dalla creazione di una rete di “humanitarian service point” lungo le principali rotte migratorie, dedicati ad assistenza e supporto; fino all’investimento nella formazione dei volontari nelle situazioni di rischio e alla raccomandazione ai governi di favorire il ricongiungimento familiare.

SCELTE OBBLIGATE

Agadez, in Niger, è uno degli snodi delle rotte migratorie nell’Africa occidentale. La situazione della città nigerina è tra quelle evidenziate nel documento dell’IFCR. È infatti continuo il via vai di migranti nella cittadina africana, dove sostano prima di attraversare il deserto del Sahara. Non sono pochi quelli che soccombono al lavoro o alla prostituzione forzata per racimolare i soldi necessari al proseguimento del viaggio.
Molte delle donne e delle ragazze che attraversano il Niger sono costrette a lavorare nei bordelli di Agadez. Guadagnano tre dollari a cliente, gran parte dei quali finiscono nelle tasche delle “maîtresse”. Così impiegano mesi a mettere da parte i soldi di cui hanno bisogno.

«Con un lungo lavoro siamo riusciti ad avere la fiducia delle “maîtresse” che gestiscono i bordelli, così che ora ci permettono di prenderci cura e dare supporto e informazione alle ragazze» racconta un volontario della Croce Rossa nigerina. «Per molte di loro noi siamo l’unica ancora». Sono 150 i bordelli censiti dalla Croce Rossa nigerina ad Agadez. Le condizioni in cui le ragazze sono costrette a vivere e prostituirsi sono insalubri e precarie: sempre maggiore è il ricorso all’assistenza medica e psicologica dei trenta volontari che operano in loco.

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