2 dicembre 2018. 1° domenica di avvento: riflessione di Don Claudio Visconti

 

Affidarsi al vento della speranza

Lc 21,25-28.34-36

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

 

Viviamo immersi in parole ed immagini. Ne vediamo e sentiamo talmente tante da rischiare che ci scivolino addosso senza lasciare il segno e soprattutto senza modificare in nulla comportamenti e pensieri di ogni giorno. Siamo così anestetizzati dal cambiamento che parole ed immagini portano con sé, condannati a risentirle e rivederle continuamente, ed a lasciarci trascinare nel fiume della normalità che spesso ci conduce a ciò che forse normale non dovrebbe diventare mai. Ma l’avvento, tempo di veglia, deve aiutarci a tornare sensibili a parole ed immagini. Per questo ho deciso di accompagnare ogni Vangelo con un’immagine celebre e provocatoria che un ignoto artista dipinge sui muri delle città del mondo per aiutarci a pensare e a tornare critici, sperando che possa rimanere nei nostri occhi e nella nostra mente per tutta la settimana, possa impressionarci e legarci ad una parola e impastarsi così con i volti e le vicende semplici di ogni giorno dove Dio ci dà appuntamento.

Una bambina che affida al vento un palloncino rosso a forma di cuore e una scritta: c’è sempre speranza. Le immagini della fine del mondo e del giudizio sono sempre state accompagnate dalla paura se non dal terrore. Immagini di cataclismi terribili, musiche con militareschi squilli di tromba, zombie ed eventi terribili nascono da questo gusto noir che ha da sempre accompagnato la fine del mondo, stimolato anche da pagine bibliche come quelle scritte da Luca in perfetto stile apocalittico. Eppure la fine del mondo è l’incontro con l’amore di Dio e il giudice è il Signore della Misericordia. Possiamo guardare a quel momento, la fine della nostra vita oppure la fine del mondo, con fiducia e speranza. Con la tenerezza di questa bambina dipinta sul muro. E lo stesso possiamo fare ogni giorno: guardare alle sofferenze e ai grandi fatti di cronaca, ma insieme decidere di guardare ai gesti silenziosi di cura e di attenzione, di perdono e di speranza e dargli il ,privilegio del nostro cuore. Questa immagine ci ricorda che sta a noi decidere cosa vogliamo su cosa indirizzare il nostro sguardo. Sta a noi decidere se pensare al futuro con paura e terrore o se affidare il nostro cuore al vento, convinti che c’è sempre un buon motivo per sperare.