Nel quinto incontro del percorso formativo sull’economia e il modello di sviluppo abbiamo chiesto al ricercatore Stefano Laffi di sviluppare la questione della consegna generazionale.

Laffi ha esordito affermando che il problema non sono i giovani, ma che occorre piuttosto leggere i rapporti tra le generazioni. Si assiste spesso ad una valutazione adulta dalle connotazioni patologiche rispetto a possibili nichilismi e narcisismi dei giovani. Negli adulti ricorre spesso anche un’ossessione identificatoria o il rimpianto per qualcosa che non sono. La narrazione adulta si svolge secondo queste tappe: mostrare l’opera come impegno, testimoniare la propria storia, esprimere raccomandazioni (ecco cosa devi fare). Ma quale passaggio di testimone è possibile in questo tempo di cambiamento continuo?

Citando Richard Sennett che un giorno disse “Avrei dovuto raccontare a quei giovani una sconfitta o un fallimento, anziché un grande successo”, secondo Laffi ha più senso raccontare un universale biografico anziché una autolettura di ruolo. In un’epoca di grandi cambiamenti si riduce enormemente il campo di esperienza comune, e spesso si inverte il sistema di sapere su alcuni oggetti. Occorre tentare di costruire un noi autentico, che non separi adulti e giovani. E’ necessario setacciare i nostri saperi per capire a cosa servono oggi, cosa resterà del futuro. Occorre coltivare attitudini nei giovani, perché li attende un futuro molto nuovo. Non sappiamo cosa sarà utile domani.

Secondo Laffi dobbiamo crescere pionieri, non allievi. Dobbiamo esporre il più possibile i giovani a campi di esperienza, fare spazio, affidare compiti, rallentare e cedere. E accettare una reciprocità e una mutualità nell’apprendimento, perché le invenzioni sono dei figli, non dei padri. Lo scarto di conoscenza lo dà la domanda, non la risposta. I giovani potrebbero fare i portavoce della natura del mondo, perché hanno un punto di vista più forte del futuro.

Abbiamo ospitato nella seconda parte l’esperienza di Nutopia srl, impresa giovanile che gestisce alcuni progetti tra cui lo spazio Edonè di Redona.