“Il cielo stellato sarà pure sopra di me, ma nessuna legge morale è in me per il solo fatto che io appartengo alla specie umana. Non che l’uomo sia in sé malvagio, solo che è possibile renderlo e per lui è possibile rendersi tale. La coscienza di fare il male scompare. Non scompare, ovviamente, il male. Ma lo chiamiamo bene“.

La nostra coscienza va da una parte ( il mondo, l’ambiente, il genere umano nelle loro forme astratte) e la nostra azione da tutt’altra parte. Finché il confronto col concreto viene eluso, il sistema regge: il politically correct non funziona forse così? «Abbiamo braccia tanto grandi per abbracciare il mondo, ma non abbastanza grandi per abbracciare un amico», cantava Giorgio Gaber.

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