L’Italia come Paese di fratture, con le note divisioni macro-regionali ma anche con l’emergere di divisioni sociali all’interno dei territori più prosperi, quelli (spesso al Nord) in grado di attirare capitali, competenze, giovani. Da una parte i Poli dinamici, le province (Milano, Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ravenna, Rimini e Roma) dove la crescita c’è ma è asimmetrica e nel periodo della crisi la disuguaglianza tra ricchi e poveri è cresciuta più che altrove: 7,6% a fronte del 4,3% nella totalità delle province.

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