“Gentile ministro Salvini,
le voglio raccontare una storia vera. Quando avevo 18 anni c’era ancora la Democrazia Cristiana e l’allora Pds. Ai tempi ero un giovane cattolico, cresciuto all’oratorio con il desiderio di darmi da fare per il mio paese.

Ero arrivato a quell’età senza che mai nessuno mi parlasse di mafia, di antimafia, di analfabetismo, di abbandono scolastico ed ero convinto che l’Italia aveva i suoi bei problemi perché una parte del nostro Paese era “scansafatiche”, perché c’erano questi “terroni” che in fondo con la mafia ci stavano bene.
Pensavo che per loro fosse una pacchia il far nulla mentre mio padre al Nord faceva dieci ore al giorno in un’azienda chimica. Così votai Lega Nord.
Alla sede del partito trovai pure chi mi accolse a braccia aperte tanto da propormi una candidatura al consiglio comunale”.

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